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Martinelli: “Fipav Roma una famiglia solidale. In futuro penso al Club Roma maschile”

A un mese dallo stop di tutti i campionati parla il Presidente del Comitato Territoriale del Lazio

Roma – Claudio Martinelli, presidente del Comitato Territoriale FIPAV Roma, è intervenuto ai microfoni di DTRadio – il format radiofonico della Dream Team Roma Pallavolo – per fare il punto della situazione a più di un mese dallo stop di tutti i campionati.

Mi mancano le gare, gli arbitri, gli allenatori, i ragazzi e le ragazze nelle palestre, i presidenti e tutti i miei collaboratori – ha dichiarato – Ma nel momento di difficoltà ci siamo stretti l’uno accanto all’altro, anche grazie alla tecnologia. Penso anche a tutte le persone che hanno aderito al nostro appello sull’andare a donare il sangue. Sono emozionato, sappiamo generare una forza e una passione incredibili. Per me è un onore guidare questa famiglia. Siamo distanti… ma sempre uniti”.

Aprile sarebbe stato il mese del Trofeo dei Territori, il programma sabato 18 e domenica 19 a Monterotondo. “L’abbiamo rinviato a data da destinarsi – è il commento di Martinelli – non vivere eventi del genere, in cui i giovani diventano i veri protagonisti, ci fa davvero male. Stiamo cercando di capire cosa fare con il Memorial Favretto di maggio ai Fori Imperiali, la grande festa del Volley S3. Non è facile rinunciare alla gioia dei bambini e delle bambine, ma in questo momento la salute è prioritaria”.

A DTRadio il Presidente ha ricordato la grande catena di solidarietà che si è generata nei giorni del Coronavirus: “Dal primo giorno abbiamo lanciato un messaggio: state a casa, ma non dimentichiamoci dei 30 mila tesserati che animano il nostro movimento. Beh, vorrei dire “grazie” a tutte le società per quello che stanno facendo. Sui social vedo video, contest, format, live e tantissimi contenuti che ci fanno sentire ancora più vicini. Tutti si stanno organizzando con allenamenti di gruppo in videochat, insomma è una grande reazione da parte di chi, come noi, non riesce a stare senza pallavolo. Quando si potrà tornare alla normalità? Oggi è difficile ipotizzare un’ipotesi di ripresa. Normalità per noi significa riaprire le palestre scolastiche. Quando il Governo darà il via libera alle scuole, potremmo pensare a finire la stagione. Oggi, però, non possiamo fare previsioni. Ragioniamo in base ai decreti e alle misure per limitare i contagi”.

Uno dei temi più discussi di queste ore riguarda il bonus previsto dal decreto “Cura Italia” per i collaboratori sportivi. “Io ritengo che 50 milioni sul mondo sportivo dilettantistico siano una goccia non nel mare, ma nell’oceano. Non sono bravo in matematica, ma credo che non vada a toccare neanche 1/3 della popolazione sportiva. Dovranno aumentare le risorse. Tutte le nostre società operano nell’ambito delle collaborazioni sportive e hanno diritto a ricevere un aiuto. Non è l’Inps, ma Sport e Salute che gestisce questa parte del Cura Italia. Ripeto, la somma è esigua”.

Sulla proposta di scalare di un anno le categorie giovanili per permettere soprattutto ai nati e alle nate nel 2002 di concludere nel 2020-2021 i propri campionati: “È un’ipotesi. Noi abbiamo suggerito alla FIPAV Nazionale questa idea. Insomma ci piacerebbe, anche perché le finali nazionali giovanili non si terranno e sarebbe davvero doloroso negare a molti ragazzi e ragazze questa esperienza. Come sempre la FIPAV si muoverà unita e prenderà una decisione insieme”. Martinelli ha annunciato nel format della Dream Team Roma Pallavolo che il Consiglio Territoriale, prima dello stop, stava lavorando al “Club Roma maschile”: “Ne parlo per la prima volta pubblicamente. Stiamo ideando un progetto per migliorare la qualità nel settore maschile, dove c’è un problema di reclutamento. Ovviamente il Coronavirus ha rallentato tutto, ma il progetto piace molto e io credo possa essere una soluzione per alzare il livello della pallavolo giovanile romana. Quando saremo pronti spiegheremo tutti i dettagli”.

Ovviamente non sarà l’unico tema da affrontare quando ripartirà la stagione. “I sacrifici che fanno le nostre società a volte si scontrano con tanti problemi – ha concluso il numero uno del CT Roma – la miopia di alcuni politici che non concedono gli spazi per fare l’attività sportiva, la decadenza delle palestre, il fatto di non riuscire a far giocare due squadre di Serie A in un impianto degno di una metropoli e di una Capitale sono le cose che mi fanno più male. Il nostro è un mondo che ha sempre riempito i palazzetti, i nostri eventi internazionali sono sempre stati un fiore all’occhiello. Questa straordinaria passione va rispettata e alimentata sempre”.