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Roma, ruba mascherine e disinfettanti dall’ospedale: arrestato infermiere

L'uomo è stato sorpreso con un notevole quantitativo di materiale sanitario tutto nascosto all'interno della propria autovettura

Roma – Si approfittava della propria qualifica di infermiere professionale per rubare materiale sanitario, finché non è stato colto in flagranza di reato nella mattina di ieri 3 aprile dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato Colombo, diretto da Isea Ambroselli.

La Polizia ha proceduto all’arresto del romano di 50 anni, resosi responsabile del reato di peculato. L’uomo, infermiere professionale presso un noto ospedale della zona, in servizio al Pronto Soccorso, al termine del turno notturno, è stato sorpreso dagli investigatori, già sulle sue tracce, con un notevole quantitativo di materiale sanitario tra cui soluzione fisiologica, garze, dispositivi di protezione, nonché materiale per la disinfezione, tutto nascosto all’interno della propria autovettura.

sequestro materiale sanitario

Gli accertamenti esperiti dagli investigatori presso il suindicato Pronto Soccorso, insieme al Direttore Sanitario della struttura ospedaliera, nonché alla capo sala, hanno consentito di accertare che il materiale sanitario ritrovato in possesso dell’arrestato era rispondente al “lotto” utilizzato dai vari ambulatori del Pronto Soccorso, di cui lo stesso ne aveva la materiale disponibilità.

Una successiva perquisizione condotta nell’abitazione dell’arrestato, collocata in Lariano, ha permesso di sequestrare altro materiale sanitario, dello stesso tipo di quello rinvenuto al mattino, oltre a numerosi dispositivi per prelievi di sangue, provette, forbici, lacci emostatici ed altro.

Il materiale in questione, compresi n. 4 cellulari in uso all’uomo, è stato sottoposto a sequestro e l’infermiere, come disposto dal Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Roma turno arrestati, è stato associato presso la Casa Circondariale di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

D’Amato: “Avviate le procedure per il licenziamento”

Provo rabbia e amarezza per il comportamento infedele di un infermiere che infanga una categoria professionale che sta in prima linea nel contrastare il virus anche a volte a discapito delle proprie vite. Questo comportamento vile non può minimamente intaccare la straordinaria moltitudine degli operatori che si sta dedicando senza sosta a combattere il Coronavirus. La Asl competente ha già provveduto ad avviare tutte le procedure previste dalla norma per licenziare il dipendente infedele. Voglio inoltre ringraziare la Polizia di Stato del commissariato Colombo per la brillante operazione svolta con il sostegno della direzione sanitaria della struttura ospedaliera”. Lo dichiara l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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