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Severini: “Consegna pacchi senza privacy al posto dei buoni spesa. E decisioni senza confronto. Ecco lo scenario a Fiumicino”

"Perché devo essere costretto a dire i miei problemi personali, quando lo Stato ha proposto uno strumento che non incide su questo fattore?"

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Fiumicino – “Prima di replicare all’ennesima strumentale accusa di essere un provocatore, fatta da qualche aderente alla maggioranza sul tema dei buoni pasto, voglio ricordare le cose da me sollecitate pubblicamente, per le quali sono stato attaccato, e che poi sono state fatte dall’Amministrazione: comunicazioni giornaliere sullo stato del contagio, gestione emergenze, protezione civile, COC, chiusura dei parchi, chiusura delle spiagge e altro ancora”. Lo afferma un comunicato a firma di Roberto Severini, capogruppo della lista civica Crescere Insieme.

Basterebbe questo a zittire chi continua a rispondermi per essere poi smentito dal suo stesso Sindaco, ma si continua a polemizzare con me invece di rispondere nel merito e, facendo uno sforzo, accettare i consigli.

Nel caso dei buoni spesa, ribadisco che ritengo inappropriato confezionare pacchi di alimenti per poi consegnarli, e non fornire invece i buoni pasto alle famiglie come fanno quasi tutti i Comuni della Regione, con criteri ben precisi in base ai componenti della famiglia, Anche perché il servizio di consegna pacchi alimentari è già attivo grazie al volontariato, e funziona benissimo.

pacchi alimentari bisognosi fiumicino

Diverso è mettere una famiglia nelle condizioni di scegliere come poter fare la spesa, a seconda delle proprie esigenze. Dire che se uno è ciliaco o diabetico deve informare chi sta all’altro capo del telefono per farsi fare un pacco su misura, è quanto di più lontano dalla privacy possa esistere. Il paradosso di questa maggioranza: prima invoca il rispetto della privacy per nascondersi dietro la mancata comunicazione dei numeri dei positivi, poi quando fa comodo decide che possiamo mettere a nudo i nostri cittadini. Perché devo essere costretto a dire i miei problemi personali, quando lo Stato ha proposto uno strumento che non incide su questo fattore?

Chiedere il pacco in questa maniera è umiliante, vuol dire – anche qui – mettere a nudo ogni debolezza con degli sconosciuti, peraltro senza sapere quale affidabilità ci sia nel trattamento dei dati personali di ciascuno.

Non solo: ci sono decine di famiglie che normalmente non sono povere, ma che con le attività chiuse stanno soffrendo molto; perché consegnare i pacchi e far vedere al vicinato la situazione di difficoltà, quando – ripeto – esiste uno strumento alternativo?

E infine, la domanda alla quale anche i miei criticoni sono sfuggiti: perché queste cose non si decidono insieme, nella sede della Commissione competente, confrontandosi, dando trasparenza alle decisioni e controllo su ciò che avviene dopo? Anche qui siamo in ritardo: prima si dispone il servizio e poi si convoca la commissione per il prossimo martedì, “Emergenza COVID-19: Organizzazione dei servizi di Assistenza in relazione ai fondi del Governo, della Regione Lazio e del Comune di Fiumicino”

Troppo facile polemizzare su una riga marginale di un comunicato lasciando inevasa la domanda principale. Altro che collaborazione istituzionale, altro che trasparenza…”

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