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Covid-19, la Lega: “Necessari 30 milioni per far ripartire la pesca dopo lo stop forzato”

De Vecchis e Viviani: "Chiediamo anche l’immediato sblocco dei fondi a ristoro dei fermi biologici degli scorsi anni, in ritardo di diverse annualità, che darebbero almeno una liquidità immediata almeno a una parte delle imprese”

Roma – “Le marinerie italiane sono ormai ferme da settimane a causa dell’emergenza Covid-19, che ha comportato la chiusura dell’80% dei mercati ittici, delle pescherie, oltreché di mense e di tutti i ristoranti sul territorio nazionale. I 100 milioni di euro destinati dal governo per tutto il settore agricolo e pesca non possono essere sufficienti al ristoro del comparto, visto che nella ripartizione Mipaaf solo il 4 per mille dei fondi sarebbe destinato alla pesca.

Pertanto, abbiamo presentato un emendamento perché alla pesca, che impiega 30 mila persone e che rappresenta il 14% della flotta europea, vengano destinati 30 milioni di euro e sia prevista l’esenzione per le marinerie dei canoni demaniali per tutto il 2020. Il governo non può girarsi dal’altra parte davanti ai danni che le imprese della pesca stanno subendo.

Auspichiamo un cambio di atteggiamento profondo nei confronti della pesca, che fino a oggi è stato dimenticato da questo governo le cui forze di maggioranza hanno bocciato in sede europea gli emendamenti che avrebbero consentito lo sblocco di fondi Feamp a sostegno delle nostre imprese.

Chiediamo anche l’immediato sblocco dei fondi a ristoro dei fermi biologici degli scorsi anni, in ritardo di diverse annualità, che darebbero almeno una liquidità immediata almeno a una parte delle imprese”. Lo dichiarano il senatore William De Vecchis vice presidente commissione lavoro del senato e il deputato Lorenzo Viviani, capogruppo in commissione Agricoltura alla Camera.

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