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Coronavirus, Colosimo: “Presentata un’interrogazione urgente su presunta truffa per l’acquisto di mascherine”

La Consigliera: "Da una visura effettuata risulterebbe che l'ordine di acquisto è stato effettuato a una società che vende lampadine"

Regione Lazio – “Abbiamo scoperto una presunta truffa ai danni dell’agenzia regionale della Protezione civile. Ho presentato per questo un’interrogazione urgente per fare luce su un’inquietante vicenda che ha come protagonista la l’agenzia regionale, appunto, e una srl che ha avuto in regalo un affidamento diretto di 36 milioni di euro per la produzione di mascherine FFP2 e FFP3.

I fatti sulla base degli atti ufficiali in nostro possesso dimostrano che con tre determinazioni dirigenziali differenti emanate in data 16 e 20 marzo l’Agenzia Regionale ha provveduto, attraverso un affidamento diretto per l’approvvigionamento urgentissimo di Dpi di diversa tipologia per il sistema sanitario regionale, ad impegnare a favore della suddetta società la bellezza di 35.819.200 € dei quali 11.373.000 dati come anticipo”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Chiara Colosimo.

“Da una visura effettuata per verificare la solidità e affidabilità della società – continua la Colosimo – risulterebbe, infatti, che la stessa non è altro che una società che vende lampadine a responsabilità limitata, con 2 soci e un amministratore unico, dei quali uno è un cittadino cinese domiciliato a Ningbo.

Insomma con le mascherine non ci azzecca niente. Non è un caso quindi che sono sopraggiunti i problemi. Dopo il versamento dei due anticipi per complessivi € 11.373.000,00 nella corrispondenza email tra l’agenzia regionale e la società emerge un continuo susseguirsi di rinvii della consegna, sino a comunicare il numero di un volo aereo con il quale la merce sarebbe dovuta arrivare ma che, invece, non era in alcun modo presente sul volo indicato”.

“Vengono inviate Pec alla società a ridosso delle scadenze pattuite per la consegna del materiale – spiega il consigliere regionale di Fratelli d’Italia – ma la stessa società non risponde. Sparita nel nulla. La regione cerca di correre subito ai ripari. Revoca subito i mandati alla società e minaccia di adire alle vie legali. Ma ad oggi non risultata nessuna denuncia ufficiale e soprattutto la società si è ben guardata di restituire la somma avuta in anticipo“.

“Vogliamo sapere quindi – conclude la Colosimo – se i ritardi nel dotare il personale sanitario dei Dpi, come citato nelle premesse, sia collegato alle inadempienze della srl e quanti medici ed infermieri hanno eventualmente pagato questa negligenza. Capire se la Regione Lazio si è già attivata per segnalare all’Autorità Giudiziaria le gravi inadempienze della società che con il suo comportamento poco chiaro ha ritardato di almeno 20 giorni la fornitura di milioni di mascherine per gli operatori sanitari; verificare se c’è qualche responsabilità, all’interno dell’amministrazione regionale, nell’affidamento alla ditta per la fornitura di milioni di mascherine per un importo complessivo di € 35.819.200,00 e sapere soprattutto quali criteri sono stati adottati nella scelta di una fornitura così importante per la salute dei nostri medici (con un importo economico elevatissimo) e se l’amministrazione ha verificato la solidità e affidabilità dell’azienda.

Capire, infine, se sia stata effettuata una verifica sulla congruità del prezzo unitario delle mascherine visto che, con successivi atti dirigenziali, l’agenzia regionale della Protezione Civile ha provveduto ad affidamenti simili con importi unitari molto più bassi”.

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