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Covid-19, l’atletica piange Sabia: fu due volte finalista olimpionico negli 800 metri

Aveva 56 anni. Giovedì scorso era deceduto, sempre a causa del virus, anche il padre dell'atleta

Potenza – Si è spento nella mattinata di oggi, 8 aprile, Donato Sabia, due volte finalista alle Olimpiadi negli 800 metri. L’atleta, che aveva 56 anni, era stato ricoverato in terapia intensiva presso l’ospedale San Carlo di Potenza a causa del coronavirus. Appena giovedì scorso era morto, sempre a causa del virus, anche il padre.

La Federazione italiana di atletica leggera ha espresso il suo cordoglio con una nota pubblica sul proprio sito ufficiale: “Il presidente della Fidal Alfio Giomi, il presidente onorario Gianni Gola, il Consiglio federale, a nome di tutta l’Atletica Italiana, esprimono profondo cordoglio e si stringono idealmente ai familiari in un abbraccio”.

Sabia si mise in luce dapprima come quattrocentista, le sue doti di resistenza (fu anche primatista del mondo della distanza dei 500 metri, con 1’00″08) lo traghettarono presto al doppio giro di pista, in una carriera comunque flagellata da tanti, troppi infortuni. Il suo anno di grazia fu il 1984, quando dapprima colse l’oro agli Europei indoor di Goteborg, poi stabilì la miglior prestazione mondiale dei 500 metri, fece segnare il suo primato personale sugli 800 metri (1’43″88, ancora oggi la terza prestazione italiana di sempre), e infine, ai Giochi californiani, finì al quinto posto assoluto (1’44″53). Senza dimenticare il primato personale nei 400 metri, un 45″73 a lungo inserito nella top ten nazionale di tutti i tempi. Riuscì a ripetersi quattro anni dopo, in Corea, terminando al settimo posto nei suoi 800 metri, dopo tante stagioni contraddistinte da innumerevoli problemi.

(Il Faro online) Foto © Coni