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Sport e Coronavirus, Paolo Barelli: “Non lasciamo sole le associazioni sportive”

Crisi senza precedenti per le società italiane. Chiuse da oltre un mese. Il Presidente della Federnuoto interviene a loro favore

Roma – Sin dai primi momenti della crisi sanitaria in Italia, Paolo Barelli è sceso in campo per difendere il lavoro delle associazioni sportive natatorie,  che sono state tra le prime realtà italiane, a risentire dell’emergenza coronavirus. Chiuse attualmente in tutto il Paese stanno affrontando un momento economico e gestionale complicato.

Ne ha parlato Barelli a SportMediaset: “Sono ormai chiuse da un mese e mezzo le società. Proprio quelle che creano campioni”. L’appello che fa il Presidente della Federazione Italiana Nuoto è rivolto a tutte le autorità del Paese. Politiche, sociali ed economiche. Anche le associazioni hanno bisogno di aiuto. Senza la loro attività non esiste movimento in Italia. E benessere psicofisico. E atleti che possono aspirare a grandi traguardi.

Si sta muovendo il Governo, tramite il lavoro del ministro Vincenzo Spadafora, che in questi giorni ha messo sul piatto denaro e disponibilità. Tramite il rimborso destinato ai collaboratori sportivi. Sta sentendo inoltre tutte le federazioni italiane, per poter uscire da questo momento difficile. Con le Olimpiadi slittate di un anno si complica la programmazione fisica degli atleti, ma non bisogna arrendersi: “Non devono fermarsi gli atleti. Devono poter prolungare il loro stato di forma”. Ha concluso Barelli.

Di seguito le dichiarazioni complete di Paolo Barelli

Il mio pensiero va alle società sportive che creano atleti olimpici. Sono ormai chiuse da un mese e mezzo. Lo saranno ancora per giorni. Non ce la faranno probabilmente a riaprire. Hanno bisogno di aiuto, di liquidità. Senza le associazioni sportive e senza gli impianti, non solo non possiamo avere campioni, ma senza queste realtà non esiste l’attività motoria nel Paese. Le attenzioni di tutte le autorità politiche, finanziarie, sociali ed economiche devono andare a favore anche di queste società. Non devono fermarsi gli atleti, per poter prolungare lo stato di forma o migliorarla”.

(Il Faro on line)