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Covid-19, l’Ugl Sanità: “L’Inail riconosca l’infortunio sul lavoro agli operatori contagiati”

Il segretario nazionale Giuliano: "Sono oltre 12.000 i professionisti della sanità risultati contagiati e la causa è da ricercarsi in ambito ospedaliero"

Roma – In una nota inviata oggi al Direttore Generale dell’Inail Giuseppe Lucibello, e per conoscenza al presidente Franco Bettoni, la Ugl Sanità ha richiesto chiarimenti in merito al mancato riconoscimento di infortunio sul lavoro per casi di positività al Covid-19.

“Sono arrivate segnalazioni – dichiara il segretario nazionale della Ugl Sanità Gianluca Giuliano – di operatori che hanno visto rigettate le loro denunce. Il motivo sarebbe da ricondurre a alcuni formalismi come la dimostrabilità del giorno e del luogo del contagio. Appare chiaro che appellarsi a tali cavilli, in un momento di conclamata gravissima emergenza, non fa che accrescere le difficoltà, di ordine pratico e morale, in cui i lavoratori si trovano a convivere dall’inizio dell’epidemia a oggi. Sono oltre 12.000 i professionisti della sanità risultati contagiati e la causa è da ricercarsi in ambito ospedaliero, vista la loro opera di servizio prestata con dedizione e generosità. Per questo abbiamo richiesto di modificare e integrare la circolare n.13, che l’Inail aveva indirizzato a tutte le strutture centrali e territoriali. Questo per consentire ai tanti sanitari in prima linea che hanno denunciato il contagio di avere il dovuto riconoscimento di infortunio sul lavoro come previsto dall’articolo 42 del Decreto Legge n. 18 fdel 17 marzo 2020″.

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