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Fiumicino, Azzolini: “Fare chiarezza sulla scelta di distribuire pacchi alimentari”

"Pensiamo sia giusto far sapere ai cittadini se le associazioni incaricate di consegnarli lo facciano a titolo gratuito, e quale sia la provenienza dei prodotti al loro interno"

Fiumicino – “A seguito delle politiche governative e regionali con stanziamento nelle casse comunali di fondi per la sussistenza alle famiglie più in difficoltà (se non abbiamo fatto male i conti, circa 850.000 euro), e a seguito della tanto discussa scelta del Sindaco di distribuire i pacchi alimentari invece dei buoni spesa, pensiamo sia utile ricevere alcune delucidazioni”, si legge in una nota diffusa da Orazio Azzolini, presidente del Circolo Energie Per Fiumicino.

“Non vogliamo entrare in sterili polemiche, però pensiamo sia giusto far chiarezza e informare i cittadini sulle motivazioni che hanno spinto il primo cittadino, e l’Amministrazione, a effettuare questa scelta in disaccordo con la stragrande maggioranza degli altri Comuni italiani che, invece, hanno optato per la distribuzione dei buoni spesa. In particolare – spiega Azzolini -, vorremmo approfondire due punti per rendere più trasparente il tutto. In primis, sarebbe giusto informare se le associazioni che stanno effettuando tali servizi siano a titolo di volontariato (non vorremmo che eventuali somme per la gestione dei servizi fossero sottratte ai fondi destinati all’emergenza, riducendo quindi il numero di famiglie aiutate) e se le stesse siano state scelte dall’Amministrazione e ovviamente con quali criteri”.

“Vorremmo inoltre far chiarezza sulla provenienza degli alimenti acquistati, sperando che non arrivino dalla ‘grande distribuzione’ ma che vengano reperiti attraverso le locali attività commerciali, in modo da dare un piccolo contributo anche all’economia locale. Siamo certi che la nostra Amministrazione, che ha a cuore le sorti dei nostri imprenditori e dei nostri concittadini, si sia mossa in questa direzione. Noi crediamo che la scelta migliore fosse quella dei buoni spesa, su cui il Comune avrebbe dovuto ovviamente vigilare, evitando che venissero spesi per beni non primari”, conclude Azzolini.

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