Messa in Coena Domini |
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Il Papa ai sacerdoti: “Lasciatevi lavare i piedi da Cristo e sarete grandi nel perdonare”

9 aprile 2020 | 19:12
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Il Papa ai sacerdoti: “Lasciatevi lavare i piedi da Cristo e sarete grandi nel perdonare”
Il Papa ai sacerdoti: “Lasciatevi lavare i piedi da Cristo e sarete grandi nel perdonare”
Il Papa ai sacerdoti: “Lasciatevi lavare i piedi da Cristo e sarete grandi nel perdonare”
Il Papa ai sacerdoti: “Lasciatevi lavare i piedi da Cristo e sarete grandi nel perdonare”
Il Papa ai sacerdoti: “Lasciatevi lavare i piedi da Cristo e sarete grandi nel perdonare”
Il Papa ai sacerdoti: “Lasciatevi lavare i piedi da Cristo e sarete grandi nel perdonare”

Nella basilica di San Pietro la Messa in Coena Domini ma senza il rito della lavanda dei piedi, il Pontefice: “Medici e sacerdoti oggi sono i santi della porta accanto: hanno dato la vita servendo il prossimo”

di FABIO BERETTA

Città del Vaticano – Nel cuore della Settimana Santa, il pensiero di Papa Francesco va ai tanti sacerdoti e medici che, “servendo il prossimo“, hanno perso la vita lottando in prima linea contro il Covid-19. Loro, afferma Bergoglio, “sono i santi della porta accanto“.

Dopo diversi anni, la Messa in Coena Domini, rito che apre i riti del Triduo Pasquale, torna ad essere presieduta nella basilica di San Pietro da un Pontefice. Papa Bergoglio, in questi anni, infatti, per la celebrazione della lavanda dei piedi si è sempre recato fuori dal Vaticano, lavando i piedi ai detenuti delle carceri romane, o ai migranti (nel 2016 si recò al Cara di Castelnuovo), o ai disabili (nel 2014 visitò il Centro “Santa Maria della Provvidenza” della Fondazione don Gnocchi).

Oggi la scenografia è diversa a quella che ci ha abituato a vivere il Papa argentino nella sera del Giovedì Santo, suggestiva e insolita allo stesso tempo: l’Altare della Cattedra. Nella chiesa non c’è nessuno. Sullo sfondo del presbiterio il crocifisso miracoloso di San Marcello e l’icona della Salus Populi Romani. La celebrazione si svolge a porte chiuse, senza fedeli, per evitare il rischio contagi del coronavirus. Niente lavanda dei piedi, però.

L’omelia, pronunciata completamente a braccio, ruota attorno a tre parole: Eucarestia, servizio e realtà. Nella sua breve riflessione, il Santo Padre si rivolge prima a tutti i fedeli, ai quali ricorda che con l’istituzione del sacramento dell’Eucarestia Gesù “vuole rimanere con noi”; mangiando quel pane consacrato “noi diventiamo sempre tabernacolo del Signore, lo portiamo con noi, al punto che Lui stesso ci dice che se non mangiamo il suo corpo e beviamo il suo sangue non entreremo nel Regno dei Cieli”.

La seconda parte, invece, è completamente rivolta ai sacerdoti. Il Papa è addolorato per non aver potuto celebrare con il suo clero, quello di Roma, la Messa Crismale, rimandata sempre a causa del Covid-19. “Spero di farla prima di Pentecoste altrimenti sarà rimandata all’anno prossimo. Ma oggi non posso dimenticare i sacerdoti, tutti i sacerdoti. Oggi vi porto tutti con me sull’altare“.

“Ognuno di noi,  dall’ultimo ordinato fino al Papa, siamo stati unti per essere servitori. Infatti – spiega il Papa – il servizio è quel gesto che è condizione per entrare nel Regno dei Cieli: servire tutti senza distinzione”.

Francesco ricorda quindi il dialogo tra Gesù e San Pietro: l’apostolo si rifiuta di farsi lavare i piedi dal suo maestro, ma Gesù lo rimprovera. “Questo ci dice che dobbiamo lasciarci servire dal Signore. Perché se io non lascio che il Signore sia il mio servitore, che mi lavi, mi perdoni, non entrerò nel Regno dei Cieli“.

“Tutti noi siamo stati unti dal Signore per fare l’Eucarestia, per servire. E non posso dimenticare i sacerdoti che offrono la vita al Dio, che sono servitori in questi giorni di pandemia. Nelle ultime settimane solo in Italia sono morti più di 60 sacerdoti a causa del coronavirus – ricorda il Pontefice -.  Sacerdoti, medici e infermieri sono i santi della porta accanto: servendo hanno dato la vita“.

Il pensiero del Papa va poi alle comunità cristiane più lontane: “Penso a chi è lontano, a quei sacerdoti  che predicano il Vangelo in terra di missione e li muoiono. Sono sacerdoti anonimi, spesso anche molto giovani, che perdono la vita colpiti dalle malattie di quel posto”.

Bergoglio si fa poi vicino a quei preti di campagna che sono parroci di quattro o cinque paesini “e vanno da una parte e l’altra. Una volta uno mi disse che conosceva tutti i nomi dei paesani, anche i nomi dei cani. Ecco questa è la vicinanza sacerdotale che serve alla gente”.

Il Pontefice non dimentica poi tutti quei sacerdoti calunniati a causa dello scandalo della pedofilia e degli abusi: “Ci sono preti oggi che non possono uscire di casa nemmeno col celrgyman perché vengono insultati per colpa di questo dramma che la Chiesa sta vivendo”.

“Siamo tutti peccatori – conclude il Papa – Ma vi dico una cosa: non siate testardi come Pietro. Lasciatevi lavare i piedi dal Signore, lui è vostro servo e vi darà la forza per andare avanti. E con questa forza siate grandi perdonatori. Abbiate cuore grande per perdonare perché questa sarà la misura con la quale saremo giudicati. Guardate Cristo crocifisso: lì c’è il perdono di tutto. Siate coraggiosi: Gesù vi vuole bene, vi chiede solo di lasciarvi lavare i piedi”.

(Il Faro online) – Foto © Vatican Media