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Dalla Pasqua nel tempo del coronavirus, può risorgere una nuova Umanità

Questa volta il nemico è invisibile e colpisce duramente il senso di onnipotenza dell’uomo

La Pasqua di quest’anno offre all’intera umanità l’opportunità di costruire una nuova visione della vita. L’emergenza planetaria da Covid-19 rende concretamente evidente una possibilità, il varco verso una “nuova Terra Promessa”.

La strada per raggiungerla può nascere dalle macerie della catastrofe che stiamo vivendo dall’inizio del secondo decennio di questo nuovo millennio e ci chiede di superare e lasciare indietro tutte le nostre certezze. L’uomo rimane senza potere e senza difesa di fronte a un nemico invisibile.

Sotto le macerie del dolore, questa volta, non ci sono case, strade o ponti da ricostruire; non ci sono vite umane cadute sotto i tuoni delle bombe o dei cannoni; non ci sono orfani e vedove di una guerra che ha portato i loro cari a morire in terre lontane; non ci sono vittime innocenti del terrore che tiene a farsi riconoscere e a firmare i propri delitti.

Questa volta il nemico è invisibile, capace di trasformarsi continuamente e di sfuggire ad una sua decodificazione per produrne l’antidoto; è un nemico (suo malgrado) che ti chiude in casa ma non la distrugge; tiene le famiglie unite e non chiede sacrifici umani; ti lascia cantare senza coprire la tua voce con il rumore degli spari; ti permette di affacciarti al balcone senza la paura di essere colpito da un cecchino.

Un nemico, invece, che colpisce duramente il senso di onnipotenza dell’uomo abituato a sottomettere e a utilizzare a proprio uso e consumo ogni altra forma vivente; un senso di onnipotenza sordo anche della sofferenza del pianeta che lo ospita; un senso di onnipotenza che non frena la propria ferocia distruttiva nemmeno davanti al fatto che questo è l’unico pianeta che abbiamo a disposizione; un senso di onnipotenza che rende l’umanità insensibile verso i suoi simili che soffrono e non hanno risorse disponibili per vivere e nutrire i propri figli.

Abbiamo assistito a politici che governano potenti Stati ignorare la forza distruttiva del Covid-19, il nemico, non riconoscendo alla vita delle persone e dei cittadini che amministrano nessun valore. Nemmeno quando ci si trova sull’orlo del burrone si vuole rinunciare alla propria ricchezza, alla supremazia delle leggi economiche, al proprio tenore di vita, anche se si condanna molti a perdere la loro vita.

La Pasqua che ha sempre portato con sé il messaggio e la possibilità per l’uomo di cambiare il proprio modello di vita, oggi più che mai e, grazie anche a questo nemico che ci sta creando sofferenze, gli offre la possibilità di capirlo e praticarlo fino in fondo.

Un messaggio, quello della Pasqua al tempo del coronavirus, in cui la fragilità umana ha l’opportunità di riconquistare il suo potere attraverso la costruzione di nuovi modelli e nuovi comportamenti. Trasformare il lutto e la morte di chi è caduto sotto i colpi della malattia o sacrificandosi per il prossimo in una resurrezione etica e di nuovi valori.

In questa Pasqua del secondo decennio di questo nuovo millennio, affidiamo la speranza di un’umanità che può risorgere costruendo un nuovo mondo, al dono del “libero arbitrio”. Abbiamo la possibilità di poter scegliere il nostro futuro e questa Pasqua, che giunge nel tempo del Coronavirus, ci offre l’opportunità e la possibilità per decidere di cambiare strada e andare verso un mondo migliore.

Con la speranza che questa nuova strage degli innocenti possa riportare a emergere in ogni individuo il senso di umanità che lo porta a dirigersi verso l’Altro. La “nuova Terra promessa” questa volta non è lontana ma è vicina a noi e dentro di noi: sono questi i luoghi che dobbiamo conquistare e su cui costruire una “nuova civiltà”.

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