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Le Rubriche di Il Faro Online - Papa & Vaticano

Lunedì dell’Angelo, il Papa elogia il coraggio delle donne impegnate nella lotta al Covid-19 foto

Il Pontefice al termine della preghiera pasquale del Regina Coeli si è affacciato su una piazza San Pietro deserta e ha benedetto la città di Roma

di FABIO BERETTA

Città del Vaticano – Un omaggio alle donne impegnate nella lotta al coronavirus, ognuna nei propri ambiti, arriva da Papa Francesco al termine del Regina Coeli, la preghiera che per tutto il periodo pasquale sostituisce l’Angelus.

“Ingabbiato” nella biblioteca del Palazzo Apostolico, il Pontefice ricorda “quanto fanno molte donne, anche in questo tempo di emergenza sanitaria, per prendersi cura degli altri: donne medico, infermiere, agenti delle forze dell’ordine e delle carceri, impiegate dei negozi di beni di prima necessità”.

Il pensiero del Pontefice va anche alle “tante mamme e sorelle e nonne che si trovano chiuse in casa con tutta la famiglia, con bambini, anziani, disabili”. Poi, l’allarme: “A volte esse sono a rischio di subire violenza, per una convivenza di cui portano un peso troppo grande”. “Preghiamo per loro, perché il Signore doni loro forza e che le nostre comunità possano sostenerle insieme alle loro famiglie. Che il Signore ci dia il coraggio delle donne, di andare sempre avanti”, è l’auspicio dei Santo Padre.

Testimoni della risurrezione

Nel racconto odierno del Vangeli, si legge come “le donne, impaurite, abbandonano in fretta il sepolcro di Gesù, che hanno trovato vuoto; ma Gesù stesso appare loro sulla via dicendo: ‘Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno’. Con queste parole, il Risorto affida alle donne un mandato missionario nei confronti degli Apostoli”.

“Esse infatti – spiega il Papa – hanno dato un ammirevole esempio di fedeltà, di dedizione e di amore a Cristo nel tempo della sua vita pubblica come durante la sua passione; ora sono premiate da Lui con questo gesto di attenzione e di predilezione. Le donne, sempre all’inizio: Maria, all’inizio; le donne, all’inizio”.

All’inizio del libro degli Atti degli Apostoli, si sente Pietro dichiarare concon coraggio”Questo Gesù, Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni” (At 2,32). “Come dire: ‘Io ci metto la faccia per Lui. Io do la vita per Lui’. E poi darà la vita per Lui. Da quel momento, l’annuncio che Cristo è risorto si diffonde dappertutto e raggiunge ogni angolo della terra, diventando il messaggio di speranza per tutti”, sottolinea il Papa.

Guardare con fiducia a ogni evento

La risurrezione di Gesù, fa notare il Papa, “ci dice che l’ultima parola non spetta alla morte, ma alla vita. Risuscitando il Figlio unigenito, Dio Padre ha manifestato in pienezza il suo amore e la sua misericordia per l’umanità di tutti i tempi”.

Dunque, “se Cristo è risuscitato, è possibile guardare con fiducia ogni evento della nostra esistenza, anche quelli più difficili e carichi di angoscia e di incertezza. Ecco il messaggio pasquale che siamo chiamati a proclamare, con le parole e soprattutto con la testimonianza della vita”.

Vicino ai paesi colpiti dal Covid-19

Dopo la benedizione, il Papa esprime “vicinanza e affetto” a “tutti i Paesi fortemente colpiti dal coronavirus, alcuni con grandi numeri di contagiati e deceduti, in modo speciale l’Italia, gli Stati Uniti d’America, la Spagna, la Francia… la lista è lunga. Prego per tutti loro. E non dimenticate che il Papa prega per voi, vi è vicino”.

Infine, il saluto a tutti quelli che seguono in streaming la preghiera: “Rinnovo di cuore a tutti l’augurio pasquale. Rimaniamo uniti nella preghiera e nell’impegno di aiutarci gli uni gli altri come fratelli. Buon pranzo e arrivederci”. Poi, come già accaduto in queste settimane di celebrazioni svolte senza fedeli, si affaccia su una piazza San Pietro vuota per benedire Roma.

(Il Faro online) – Foto © Vatican Media