Seguici su

Cerca nel sito

Ardea: dentro il Bronx delle Salzare, tra roghi, spaccio, aggressioni e risse foto

Da anni si susseguono articoli, denunce, esposti. Ma nessuno interviene

Ardea – Viene definita “La Pantanella” di Ardea e da tre anni regnano sovrani delinquenza, incendi e inquinamento al limite del disastro ambientale.

Stiamo parlando dell tristemente noto “Serpentone”, facente parte del complesso immobiliare acquisito dal Comune di Ardea per sentenza passata in giudicato.

Molte opere abusive furono demolite dalle amministrazioni comunali di centrodestra guidate rispettivamente dal Prof. Carlo Eufemi e da Luca Di Fiori (i 10 appartamenti sono stati demoliti dal Di Fiori a costo zero per il comune). Dopo di che nessun’altra azione è stata intrapresa.

La discarica a cielo aperto sotto la palazzina “D” sta diventando una vera e propria bomba ecologica, innescata con cadenza regolare da incendi sempre più tossici e pericolosi.

Sono anni che per il Serpentone vengono presentate denunce ed esposti, non soltanto ai carabinieri locali o al commissariato di Anzio, ma addirittura nel giugno del 2019 al Comando Carabinieri “Nucleo Operativo Ecologico” di Largo Lorenzo Mossa. Tutte iniziative, ad oggi, cadute nel vuoto.

Risse e schiamazzi notturni, incendi di rifiuti, depositi di auto rubate sono la “normalità”. Anche i continui furti nell’interno territorio rutulo, è “vox populi” che abbiano a che fare con il Serpentone, Tanta è l’esasperazione, che c’è chi ha paventato l’idea di istituire ronde volontarie in quello che viene anche definito “The New Bronx”.

Insomma, uno stato di abbandono che non può non chiamare in causa l’amministrazione guidata dal sindaco del M5S, Mario Savarese. Lui non può non sapere ciò che accade nel complesso Le Salzare di proprietà comune, occupato abusivamente, dove non passa giorno che polizia, carabinieri e municipale non debbano intervenire per sedare risse o effettuare perquisizioni anche per droga.

Non stiamo parlando di un problema da poco. Al complesso immobiliare in questione già ci sono stati in passato due omicidi e aggressioni varie, l’ultimo un accoltellamento mortale un anno fa circa.

serpentone le salzare

I vigili del fuoco di Pomezia sono costretti quasi quotidianamente a intervenire per domare l’ennesimo incendio della mega discarica di rifiuti abbandonata sotto l’ultima palazzina semidistrutta i cui rifiuti aumentano giornalmente sempre più.

Lo stabile occupato da rom bosniaci con bambini nati in Italia ma residenti a Roma, fatto più volte segnalato. Bambini di età scolastica che non frequentano alcun plesso, ai quali viene negato il diritto allo studio.

Tutti fati noti, segnalati da articoli giornalistici, corredati di denunce formali (è recente l’esposto dei consiglieri comunali del partito “Cambiamo”). Eppure tutto risulta invano, come respinto da un muro di gomma. 

Lo stesso sindaco Savarese rilasciò anche una intervista alla Rai, visitò l’area e addirittura gli stessi rom lo fecero entrare nelle case occupate per lamentarsi di come erano “costretti” a vivere. “La 7” fece altri servizi, ma nessun provvedimento è stato preso, con la motivazione che mancano i soldi per le bonifiche.

In effetti il primo provvedimento dell’amministrazione attuale fu dichiarare per pochi milioni di disavanzo (circa 5) un dissesto finanziario che si riteneva essere una risorsa mentre si è rivelato un disastro che ha messo in ginocchio lo stesso comune.

All’epoca la formula del dissesto finanziario fu sconsigliata da Fabio Massimo Castaldo, Eurodeputato e due volte vicepresidente del Parlamento europeo.

Oggi la bonifica del “Bronx”, viene stimata su un costo di circa duecentomila euro, e con il materiale divenuto combusto a causa degli incendi potrebbe arrivare ad oltre trecentomila euro. Su questo, alcuni consiglieri comunali starebbero lavorando con un legale per inviare il tutto alla Corte dei Conti.

Quanto all’incendio avvenuto all’alba della domenica di Pasqua dove i fumi hanno dato fastidio a tanti asmatici, la situazione non è degenerata, come per la Eco X, solo grazie all’immediato intervento dei vigili del fuoco di Pomezia e del personale della municipale coordinati dal comandante Sergio Ierace giunto con i suoi agenti sul posto; non è mancato neppure l’intervento dei carabinieri e della Polizia di Stato del commissariato di Anzio.

Questi incendi continueranno, in quanto sono “utili” per i rom al fine di dividere la gomma dal rame dei cavi elettrici, o pulire i rifiuti che sono nei materiali ferrosi; un piazzale quello del “complesso immobiliare delle Salzare” che viene usato per scaricare i rifiuti che abusivamente caricano tanti “svuota cantine”, fatto ben conosciuto dallo stesso Sindaco che ebbe pubblicamente a lamentarsi.

Questo dispiego di forze, se da una parte è encomiabile, dall’altra rappresenta un enorme spreco di risorse pubbliche: polizia locale, polizia di Stato, carabinieri e vigili del fuoco allertati quasi quotidianamente per andare dentro una situazione che avrebbe dovuto essere risolta da anni. E invece ci ritroviamo addirittura con due consigliere comunali minacciate durante una visita mentre c’era un incendio.

Del complesso in origine composto da sette palazzine collegate tra loro in unico progetto, ne sono rimaste soltanto quattro, per le quali il Comune non riscuote alcun euro. La palazzina “D” occupata in prevalenza dai rom, è senza acqua e corrente ed i rom vivono in uno stato da Terzo Mondo senza neppure i servizi igienici (utilizzano gli ex servizi igienici senza acqua né luce a mo’ di latrine).

Ultima considerazione: quella zona del lungomare diventata un Bronx, di certo non fa bene neanche al turismo ed al decoro della città rivierasca e all’archeologia, trovandosi dirimpetto al famoso sito del Castrum Innui, ritenuto la scoperta più importante del fine millennio fatta dall’Archeologo Prof. Francesco Di Mario.