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Civitavecchia, il M5S: “Impossibile scaricare il carbone su una banchina del porto”

"Dopo un'iter amministrativo di almeno sei mesi, la richiesta sarebbe inevitabilmente e giustamente respinta dal Ministero dell'Ambiente"

Civitavecchia – “È semplicemente impossibile, dal punto di vista ambientale e normativo, scaricare il carbone direttamente su una banchina del porto per poi movimentarlo verso la centrale Tvn con dei camion”, si legge in una nota diffusa dal Movimento 5 Stelle di Civitavecchia.

“La questione, nella sua impossibilità, è semplice: il carbone è di Enel che lo deve utilizzare per la centrale ed è autorizzata a portarlo completamente con le navi sulla sua banchina, in prossimità della centrale Tvn, utilizzando la migliore tecnologia possibile per l’abbattimento delle polveri generate in fase di carico e scarico dalle navi, che attualmente avviene attraverso nastri in depressione nei dome. Un’eventuale richiesta di Enel di modifica delle autorizzazioni ambientali di Tvn riguardo all’approvvigionamento di carbone, dopo un’iter amministrativo di almeno sei mesi, sarebbe inevitabilmente e giustamente respinta dal Ministero dell’Ambiente, dato l’evidente peggioramento delle condizioni ambientali”.

La situazione di immobilismo commerciale del porto di Civitavecchia – continuano dal M5S – non è certo figlia del coronavirus. Sono anni che il nostro porto ha perso via via traffici commerciali a vantaggio di altri porti nazionali, nella miope convinzione cristallizzata negli anni che la vocazione di questo porto fosse esclusivamente quella crocieristica. Lo sviluppo di Civitavecchia e del suo porto non si avrà guardando al passato, vista l’ormai imminente dismissione della centrale a carbone, ma lavorando per ricercare soluzioni alternative a lungo termine che siano durature nel tempo e sostenibili. Servono investimenti infrastrutturali, una programmazione politica chiara, uniti a manager lungimiranti che abbiano una visione di insieme per promuovere le nostre maestranze al di fuori della città, intercettando con competitività rotte commerciali più ampie come il corridoio dalla Spagna ai Balcani, o con i mercati cinesi passando dal nord Africa”.

Troppe volte la nostra città nei momenti di crisi ha messo all’ultimo posto l’ambiente e la salute, e proprio la crisi che stiamo vivendo ci dovrebbe insegnare che dovremmo metterle al centro delle nostre scelte di domani”, concludono.
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