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Gabriele Detti: “Non cambio motivazioni. Aspetto il 4 maggio e sogno la vasca”

A casa sua a Livorno in quarantena, il due volte bronzo olimpico si allena in giardino e aspetta di tornare ad allenarsi. Insieme a Paltrinieri. Amico da sempre e rivale in gara

Livorno – Gabriele è uno degli dei del nuoto mondiale. Uno dei campioni azzurri che l’Italia coccola e che cura anche in questi giorni di quarantena. Detti è a Livorno, seguito dal preparatore atletico Marco Lancissi. Allenamento al mattino e poi al pomeriggio si gode il sole, in giardino. Nella sua città e insieme alla sua famiglia, aspetta che l’emergenza sanitaria passi, per tornare in vasca.

E desidera molto riprendere la vita di tutti i giorni l’atleta allenato da Stefano Morini e risentire quell’energia che solo il nuoto sa donare. E tornare anche a sfidare Paltrinieri in allenamento al Polo Natatorio di Ostia e non solo. Il campione mondiale di Budapest negli 800 metri ha raccontato come vive questo periodo. Lo ha fatto per Swimbiz.it. Sono amici i due atleti azzurri, ma in vasca ognuno pensa alla sua strada sportiva, come probabilmente è giusto fare. Quelle medaglie in bacheca brillano e tracciano una carriera straordinaria. Due bronzi olimpici a Rio 2016 per Detti. Uno nei 400 e uno nei 1500 stile. E poi quel primato italiano strappato al Mito Rosolino nei 400 metri stile libero.

E’ carico Gabriele. Non sono cambiate le motivazioni per chi sogna di fare cose grandi nel nuoto. Sta bene fisicamente e finalmente infortuni e fastidi muscolari sembrano un lontano ricordo: “Ho tutto per nuotare e ricominciare a farlo come voglio”.

Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti

Nell’audio diffuso dal giornale acquatico di Christian Zicche, il bronzo dei 400 metri di Gwangiu punta al futuro. Attende le disposizioni sportive e governative per decidere obiettivi e sogni da inseguire: “Ci prepareremo per gli Europei, appena ci daranno le date. Così come per i Mondiali e le Olimpiadi”. Tra un anno e mezzo i Giochi. Un periodo lunghissimo da riprogrammare, ma Detti non ha paura ad insistere verso il sogno sportivo per eccellenza. Terzo a Rio nei 1500, due gradini dietro a Greg, grande amico e rivale in piscina, vorrà scalare il podio a Tokyo 2020 (2021). Non ci sono avversari impossibili da raggiungere poi negli 800 stile e forse neanche l’amico di Nazionale e di allenamenti al Centro Federale lidense Paltrinieri. Le sfide tra compagni fanno crescere il talento dei nuotatori e i successi per la Nazionale. Uno stimolo per entrambi. Come lui stesso dice.

Detti bronzo a Rio 2016

Vuole giocarsi le sue carte e il nuoto lo attende. Come lui stesso aspetta notizie migliori dal mondo Covid-19. Il ministro Spadafora ha indicato il 4 maggio come data probabile, per una nuova ripartenza dello sport (leggi qui). Tutti gli atleti guardano a quel giorno. E Gabriele spera che l’emergenza coronavirus passi per ricominciare a macinare chilometri e medaglie internazionali: “Non vedo l’ora di ricominciare. Continuate a seguirci e fateci il tifo. Presto saremo tutti vicini e fare la vita di tutti i giorni”.

Le dichiarazioni di Gabriele Detti

Sto bene. Sono a Livorno a casa con i miei. La mattina mi alleno. Seguo i consigli di Marco Lancissi. Ho un giardino grande e quindi posso farlo. Nel pomeriggio prendo un po’ di sole. Le giornate sono tranquille. Mi manca nuotare, allenarmi e mi manca faticare. Speriamo di poter rientrare il 4 maggio. Così c’è stato detto. Aspettiamo qualche nuova notizia. Finché non migliora la situazione, non sappiamo cosa potremo fare, quando e come. Le mie motivazioni non cambiano. Continueremo ad allenarci per un eventuale Europeo, appena sapremo le date. Continueremo a farlo per il Mondiale e naturalmente per le Olimpiadi. Per cercare di fare ciò che meglio ci riesce. Senza sbilanciarsi, come non abbiamo mai fatto. Non amo farlo adesso. Il rapporto con Greg è sempre quello. Siamo sempre stati amici, certo.. rivali in vasca, ma fuori da essa siamo amici. Ci sentiamo tutti i giorni, ridiamo e scherziamo. Lo facciamo anche in allenamento, ma lì è sempre come una mezza gara tra noi. Nessuno vuole arrivare dietro. Questo è sempre servito da stimolo e mi auguro lo sia anche nei prossimi anni”.

I 1500 sono una gara che sto abbandonando, non perché non mi piaccia, ma semplicemente perché si deve fare una scelta. Insieme a Morini abbiamo scelto di concentrarci sui 400 metri e sugli 800. Non esiste avversario irraggiungibile su questa distanza. Se riesco a fare tutto al 100% senza infortuni e limitazioni, allora può succedere qualsiasi cosa, come è stato a Budapest o Gwangiu. Una volta meglio e una volta peggio. Potermi giocare le mie carte, come ho intenzione di fare, così come nei 400 metri. Senza stare  troppo a pensare. Io nuoto per me e per andare forte. Per far divertire chi mi guarda. Spero sempre di riuscirci. Per tutto il resto sto bene. Stiamo mantenendo la forma fisica grazie al preparatore atletico che ci sta seguendo. Sono contento, mi diverto e mi sfogo. Non vedo l’ora di ricominciare. Continuate a seguirci e fateci il tifo. Presto saremo tutti vicini e fare la vita di tutti i giorni”.

(Il Faro on line)