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Calcio e Ripartenza, Spadafora: “Non certa la ripresa degli allenamenti il 4 maggio”

Non è sparito il coronavirus dall’Italia e lo sport ne paga le conseguenze. Il Ministro parla della Serie A, del bonus ai collaboratori sportivi e delle partite in chiaro

Roma – Mentre si attende l’incontro, forse risolutivo di mercoledì 22 aprile, tra il Governo e il mondo del calcio, il ministro Spadafora ha dato le sue prime risposte. E non sembrano consolanti per il progetto della Federcalcio di tornare presto in campo.

Con un protocollo medico accurato e già spedito al Governo Italiano da parte della Figc (leggi qui), la Lega Calcio si augura che il pallone possa tornare a rotolare sui campi, anche a porte chiuse. Proprio su questo argomento, il viceministro della salute Sileri ha dichiarato all’Ansa che “non possono riaprire gli stadi se esiste il pericolo per i giocatori, anche se senza pubblico sugli spalti”. In seguito alla dichiarazione del ministro Speranza di questa mattina, dove il rappresentante del Governo diceva che “il calcio è l’ultimo dei pensieri in questo momento(leggi qui), si è in qualche modo introdotto l’intervento di Spadafora nella serata di oggi.

Niente allenamenti il 4 maggio

Probabilmente non ci sarà il tanto sospirato “rompete le righe” il 4 maggio. Né per gli allenamenti, né per una ripresa del campionato di Serie A, successivamente. Lo dichiara lo stesso Ministro a TG2Post. Nella trasmissione dell’ora di cena, Spadafora ha ammesso: “Lo sport non è solo il calcio. Il calcio non è solo la Serie A. Parlando di Serie A e della industria che genera con i suoi importanti fatturati, ci concentriamo adesso sul calcio. Avrò un Incontro mercoledì con la Figc per discutere del protocollo che vale prevalentemente per gli allenamenti. Non do assolutamente per certa né la ripresa del campionato, né quella degli allenamenti stessi, il 4 maggio”. Una doccia gelata per il calcio italiano. Si era riunito nel Consiglio di Lega nel pomeriggio. Il responso di questo incontro è stato che se il Governo lo permetterà, il campionato riprenderà, nel pieno delle regole. Non sembra tracciata questa strada e non sembra essersi trovata una soluzione.

Ripresa del campionato. I nodi da sciogliere tra Governo e Figc

Sono tanti gli intoppi a 48 ore dall’appuntamento in agenda tra la Federcalcio e il Governo. Quelli economici e dei diritti televisivi, nei confronti delle società di calcio sembrano i nodi più duri da sciogliere. Lo stesso presidente della Federcalcio, Gravina a Che Tempo che Fa, si era detto preoccupato e che non sarebbe stato lui il becchino del calcio italiano. Intanto, è incerta la ripresa. Neanche per il 4 maggio probabilmente lo sport potrà ritornare gradualmente alla normalità.

La ripresa dell’attività fisica di tutti gli italiani. Non solo per i calciatori

Il Ministro dello Sport ha ribadito: “Ricevo migliaia di messaggi di persone che vorrebbero andare in palestra o in piscina o fare attività motoria all’aperto, limitata vicino casa. Quello che mi interessa è che riparta tutto lo sport, non solo il calcio di Serie A. Il mio obiettivo è di pensare alla Serie A, a tutto il mondo dello sport e a tutti gli italiani che vogliono riprendere a fare l’attività fisica. Non solo i calciatori“.

Partite in chiaro. Una accesa discussione con la Lega Calcio e Sky

Per quanto riguarda il discorso delle partite in chiaro, argomento messo sul tavolo sin dai primi giorni della crisi sanitaria, Spadafora ha aggiunto: “Ho avuto un confronto a dir poco acceso con l’Amministratore Delegato di Sky e con il presidente della Lega Serie A, Dal Pino. Il tema è spinoso. Prenderemo seriamente in considerazione questa opportunità. Bisogna mettere ordine nelle idee tra Lega Serie A, società, Sky e diritti tv. Non è un mondo semplicissimo. Quando il calcio non vuole decidere per motivi economici, dice che è il Governo che deve farlo. Quando, invece, il Governo interviene a gamba tesa, il mondo del calcio rivendica autonomia“.

Dal 27 aprile il bonus dei 600 euro e i 100 milioni per lo sport di base

Per quanto riguarda i finanziamenti programmati e destinati allo sport di base, ha dichiarato: “Dalla prossima settimana riusciremo a dare il bonus di 600 euro ai collaboratori sportivi e non solo per coloro con reddito fino a 10mila euro. Saranno disponibili 100 milioni di euro di finanziamenti (leggi qui) per andare incontro a società dilettantistiche e non far fallire centinaia centri sportivi“.

(Il Faro on line)