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“Ostia meno mafiosa di Palermo”: Leoluca Orlando si offende, la Rai si scusa

Levata di scudi del sindaco di Palermo per l’affermazione che gli atti criminali commessi a Ostia fanno più clamore mediatico rispetto a quelli di altre città ad alto tasso di mafia

Roma – Il TG3 tenta di accendere i riflettori sul clamore che ogni atto criminale commesso a Ostia ha più rilevanza mediatica di quelli compiuti in altre città ma da Palermo il sindaco si offende e la Rai deve chiedere scusa.

E’ iniziato tutto martedì 21 aprile, quando, in seguito al trattamento della notizia della gambizzazione del cognato di Roberto Spada a Ostia (leggi qui), il giornalista incaricato di presentare l’evento sul TG3 ha aperto il servizio con la frase “A Napoli, Palermo o Reggio Calabria, una gambizzazione, colpi d’arma da fuoco agli arti inferiore, non farebbe nemmeno notizia. Ma ad Ostia sì…”.

L’affermazione non è stata “digerita” dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando che ieri, mercoledì 22, ha tuonato in un comunicato diffuso dalle agenzie di stampa: “Chiedo alla Rai di volere con estrema urgenza e a termini di legge porre rimedio al gravissimo fatto avvenuto ieri, quando un servizio del Tg3 è stato aperto dal giornalista con delle parole pesantemente denigratorie delle città di Napoli, Palermo e Reggio Calabria”.

«Da un telegiornale della Rai – ha aggiunto Orlando – non ci aspettiamo simili cadute di stile di stampo razzista, offensive anche della professionalità degli operatori dell’informazione delle tre città coinvolte. Mi aspetto dalla direzione della prestigiosa testata una pronta replica, senza la quale la città dovrà adire le vie legali e chiedere l’intervento della Commissione di vigilanza».

Immediate le scuse. Mezz’ora dopo, infatti, dalla redazione della testata diretta da Giuseppina Paterniti  è stata diffusa la seguente nota: “L’intento era di descrivere la penetrazione della criminalità organizzata in tutto il paese aldilà degli stereotipi e dei pregiudizi su regioni o città più o meno minacciate . L’effetto è stato purtroppo il contrario, ce ne rendiamo conto. Molti cittadini si sono sentiti offesi e per questo ci scusiamo“.

Al contrario, nessuno mai ha sollevato la questione della gogna mediatica alla quale è da anni  sottoposta la società civile di Ostia rispetto a generalizzazioni e discriminazioni giornalistiche.