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Busà: “Di Savio mi è sempre piaciuto il modo di lavorare”. Loria: “Luigi è un atleta completo. Vincerà le Olimpiadi”

Si sono descritti reciprocamente i due protagonisti della Nazionale di karate. In una interessante diretta su Instagram, il campione e il coach azzurro hanno scambiato pareri e raccontato aneddoti

Di solito si incontrano in Nazionale. E di solito si sono sempre incontrati in Nazionale. Sin da quando un giovane Busà cominciava a fare le sue prime apparizioni di successo con il karategi tricolore e sin da quando Loria mieteva medaglie e proseguiva ad accrescere la storia del karate.

Stavolta il luogo dell’incontro, tra l’atleta azzurro, bicampione mondiale e pluricampione europeo e l’attuale coach dell’Italkarate e campione iridato due volte ai World Games e alla Golden League (oggi Premier League) e pluricampione continentale, è stata la virtualità di Instagram.

Luigi Busà

Mediante una divertente e scoppiettante diretta dalla pagina ufficiale del social di Luigi Busà, quest’ultimo insieme al coach azzurro Loria, ognuno in diretta dalla propria casa, hanno raccontato episodi di due carriere eccezionali. Aneddoti storici, di storia vera, rimasti per sempre nella leggenda.

Perché di due leggende azzurre si tratta. L’uno erede dell’altro probabilmente. Luigi erede di Savio. L’altro accompagnatore dell’uno a bordo tatami, probabilmente. Savio accompagnatore di Luigi con la divisa da coach. Ma non è Savio che lo segue in Nazionale. L’allenatore del bicampione mondiale dei Carabinieri è Claudio Guazzaroni. Un’altra leggenda tricolore. Ma Savio segue Luigi, come lo fa con il resto della truppa azzurra sul tatami, insieme allo staff tecnico.  Amici prima di tutto. Allievo e poi maestro. Maestro e poi allievo. Ruoli incrociati. Un rapporto nato negli anni giovanili della Nazionale per Busà quando di Savio rubava il suo modo di agire. Quando Savio, da atleta delle Fiamme Gialle e stella della Nazionale, riempiva la bacheca di allori.

Savio Loria

Lo dice Busà su Instagram. “Mi piaceva come gestiva il tempo Savio. Era stupendo. Ero innamorato del modo in cui si preparava ad una gara”. Giovane Busà e un grande talento allora, che poi negli anni ha espresso in modo dirompente. E probabilmente anche grazie a quel modello di attuale allenatore azzurro, che ancora da atleta ispirava il karate di Luigi. Loria è stato uno di quei karateka italiani che sono rimasti nella memoria collettiva. Ha fatto parte di una generazione di fenomeni, in cui Valdesi, Maurino, Maniscalco, Benetello, Figuccio, Guazzaroni, Maestri ha scritto pagine storiche. Una generazione che oggi mette le basi per educare e portare alla vittoria, la seconda generazione di fenomeni. Busà, Martina, Semeraro, Bottaro, Maresca, Marino, Ferracuti. Solo alcuni degli atleti azzurri che vincono medaglie in giro per il mondo, negli attuali anni 2000.

Questo periodo di emergenza sanitaria, dove il coronavirus diventa il nemico pubblico numero uno, lo sport attende di tornare. In programma  c’è la data del 4 maggio. Un giorno che tutti gli atleti fermi in casa, ma determinati a mantenere alta la concentrazione e accesi i sogni, hanno cerchiato in calendario, in attesa della risposta del Governo. Anche Luigi è in quarantena. Come lo è Savio. Come lo sono tutti gli italiani, che dallo sport e dal karate possono imparare a stringere i denti e guardare negli occhi, senza paura, proprio il nemico del momento. Tutti sul tatami allora.

la Nazionale di karate

All’ora di cena, la chiacchierata piacevole di Busà con Loria, nella serata del 24 aprile, ha allietato cene e stati d’animo. Cosa è successo in quell’evento.. e in quell’altro? Come è andato il podio? Lo hanno raccontato i due protagonisti della storia del karate, su Instagram. E Savio è orgoglioso del suo atleta in Nazionale. Una crescita importante in carriera, per Luigi. Una stella azzurra che ha strappato il pass per le Olimpiadi. Con la denominazione di Tokyo 2020, per questioni di gestione manageriale, i Giochi si terranno nel 2021. Tutti lo sperano. Il Cio sta lavorando con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per celebrare un evento sacro. Di vita e di sport. E Busà le può vincere quelle Olimpiadi. Lo dice Savio, convinto: “Ha personalità, è altruista. Si adegua ai cambiamenti”. Forse è questo il punto vincente per una persona e per un campione. L’adattarsi a ciò che la vita e la gara riserva, ogni volta. Segno di una determinazione, che vuole solo portare alla vittoria: “Lavoriamo per conquistare l’oro olimpico”. Luigi ha gli occhi sognanti e ci crede. Ha testa e costanza. Lo ammette Savio. Lo conosce bene. E si augura che oltre il buio di questi tempi, brilli una medaglia al collo del karateka azzurro.

Intanto è la Fiamma Olimpica a sfolgorare, in un luogo segreto in Giappone. E il cuore di un karateka sale sul tatami per combattere e non arrendersi. Per prendersi la vittoria che merita. Nella vita, nello sport. In un incrocio di esperienze. Tra l’atleta e il coach. Tra il coach e l’atleta. Per proseguire sulla linea della storia. Della leggenda.

Luigi Busà

“Savio mi ha insegnato il modo di agire, di pensare e di ragionare. Era quell’atleta che aveva un po’ tutte le qualità. Faceva un tempo da paura. Tuttora prima delle gare importanti, nell’ultimo allenamento mi piace lavorare sul tempo con il tempo di Savio. Ho rubato tantissime cose da lui, il modo di lavorare suo era stupendo mi ci trovavo benissimo. Lavoriamo per andare a vincere alle Olimpiadi. Potrà essere un giorno storico, strano quello di una mia eventuale finale a Tokyo, ma lavoriamo per affrontare qualsiasi giorno sia”.

Savio Loria

“Luigi sta trasmettendo tante cose ai giovani. Consiglio ad essi di Rubare il suo punto di forza.. ha grande esperienza, è altruista, estroso, nel tempo è riuscito a cambiare e crescere. Quando vinci diventi forte, cambiano i regolamenti e lui si adegua. Ha testa e costanza. Il suo lavoro in Nazionale è imprevedibile, cerca sempre di migliorarsi. Questo lo porta ad avere quell’energia che non finisce mai. E a certi livelli ci vuole energia. Conoscendo Gigi e sapendo come è migliorato negli anni come personalità, io penso che potrà vincere le Olimpiadi. Un dato sicuro è che, grazie a quello che sta facendo con il suo entourage (Carabinieri, Nazionale, allenatore e famiglia).. tutto questo lo sta portando ad una crescita esponenziale. Nelle ultime gare lo abbiamo visto longevo e maturo. Dobbiamo continuare a lavorare. Può vincere le Olimpiadi..”.

(Il Faro on line)(fotodicopertina@pietrorizzato)