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Atletica, allenamenti per gli atleti professionisti. Distanziamento nel running

Atleti professionisti e non potranno tornare ad allenarsi. Solo quelli riconosciuti dal Coni e dal Cip. Per la corsa consentita ma nel rispetto delle regole

Roma – Da lunedì 4 maggio potranno tornare ad allenarsi gli atleti di interesse nazionale. È quanto disposto dal Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri del 26 aprile firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Secondo il decreto, “allo scopo di consentire la graduale ripresa delle attività sportive, nel rispetto di prioritarie esigenze di tutela della salute connesse al rischio di diffusione da COVID-19, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti – riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai Giochi Olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali – sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse, per gli atleti di discipline sportive individuali”.

Si potrà dunque tornare negli impianti, ma sempre con la massima cautela. Il decreto dispone, infatti, che “sono emanate apposite Linee-Guida, a cura dell’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del CONI ovvero del CIP, sentita la Federazione Medico Sportiva Italiana, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva”. La proposta della Federazione Italiana di Atletica Leggera sarà elaborata in videoconferenza domani, nel corso del già previsto incontro tra il Consiglio Federale e i presidenti di Comitato Regionale.

Novità anche sul fronte del running. Le disposizioni del Governo consentono di “svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività”.

(fonte@fidal.it)(foto@Colombo/Fidal)