Quantcast

Seguici su

Cerca nel sito

Sport e Ripartenza, Spadafora: “Ripartiamo solo in sicurezza. Non esiste un complotto contro il calcio. Garantiamo la salute di tutti”

Il Ministro dello Sport ha diffuso in serata sulla pagina ufficiale Facebook un messaggio diretto allo sport. Ha chiarito punti e rassicurato chi dovrà ricevere aiuti economici. Tutto ruota attorno ai protocolli di sicurezza

Roma – “Voglio fare chiarezza su ciò che in queste ore si sta dicendo sul mondo dello sport. Stiamo parlando di una emergenza sanitaria che a distanza di due mesi, dall’inizio di essa, ha visto più di 190 mila persone contagiate. Ha visto oltre 100 mila oggi ancora positive e un numero impressionante di decessi. Questi va tenuto presente, non per fare del sensazionalismo o della retorica. Ma per dire che questo è il quadro all’interno del quale ci stiamo muovendo con il Governo. A questo tipo di emergenza abbiamo dovuto dare una risposta rapida, in solo due mesi. Ci ritroviamo purtroppo tutti insieme a vivere questa situazione. Non è una battaglia vinta. Ma dobbiamo vincerla tutti insieme. Le scuole non riapriranno, il Paese riaprirà pian piano e si sono settori produttivi che stanno soffrendo. In questo quadro ci sono anche le legittime aspettative del mondo dello sport. In questo quadro e non in un altro, abbiamo lavorato giorno e notte per prendere le migliori decisioni possibili e ci siamo presi le nostre responsabilità. Nessuno poteva immaginare tutto questo e nessuno aveva gli strumenti giusti per affrontarlo. Insieme a tutte le persone che lavorano con me stiamo lavorando costantemente. Ripartiamo anche attraverso lo sport e i giovani, per i quali stiamo lavorando tantissimo con consultazione di fine maggio, in una piattaforma tecnologica. Attraverso loro consulteremo migliaia di giovani in tutta Italia per capire come stanno vivendo questa situazione”.

Il dialogo con il Comitato Tecnico Scientifico. L’obiettivo è riaprire lo sport di base per fine maggio

Nel pomeriggio si è tenuto l’incontro che ho annunciato con il Comitato Tecnico Scientifico, presso la Protezione Civile. Abbiamo parlato dello sport di base e della necessità che palestre, centri danza e tutti i centri sportivi di qualunque disciplina e genere possano riaprire in sicurezza, il prima possibile. E allora il Ministero dello Sport proporrà, sentite le associazioni di categoria e le Federazioni Sportive Nazionali, che ci stanno già dando dei  consigli, un protocollo obbligatorio, che le strutture sportive dovranno nel tempo più rapido possibile, attuare. La ripresa va fatta in sicurezza. Il mio auspicio è che entro la fine di maggio possiamo riaprire proprio gli impianti dello sport di base. E’ ovvio la ripartenza è stata graduale. Sono sacrifici che stiamo facendo tutti, con la consapevolezza che tutte le categorie professionali sono state colpite da questa emergenza sanitaria. L’impegno preso con il Comitato Tecnico Scientifico è quello di proporre poi ad esso questo protocollo per poterlo far approvare. Ed estenderlo al mondo dello sport, in modo che esso possa adeguarsi e valutare le situazioni di rischio.

Dai 600 agli 800 euro di bonus per i lavoratori sportivi. Gli affitti verso i privati e gli aiuti alle società dilettantistiche

Noi ce lo dobbiamo conquistare. Quando ci dicono..non ci date mai date certe..è perché con il Comitato Tecnico Scientifico, dobbiamo valutare l’evoluzione e l’impatto che queste iniziative hanno sulla salute e sulla vita dell’intero Paese. Non è possibile prevedere qualcosa che può succedere tra un mese oppure un mese e mezzo. Ci troviamo di fronte ad un nemico che non conoscevamo prima. Dobbiamo capire di volta in volta cosa succederà. L’attuale Decreto emanato ieri dura solo fino al 17 maggio perché dobbiamo valutare l’impatto di esso sulla vita del Paese. Se riusciamo a riaprire entro la fine di maggio i centri sportivi, i centri danza e gli altri centri territoriali vuol dire che ci sarà stato un blocco totale di tre mesi. Come interveniamo su di esso? Nel primo decreto di marzo abbiamo introdotto il bonus di 600 euro per i collaboratori sportivi. E’ un mondo mai stato regolato prima, lasciato nel sommerso senza tutele né garanzie, senza essere inscritto all’Inps. Una volta finita la crisi metterò mano, come avevo già cominciato a fare, ad una riforma complessiva dello sport per tutelare innanzitutto i lavoratori sportivi (prima volta chiamati in questo modo nel decreto) tutelati in ogni forma. Codificare meglio la categoria con garanzie. Il decreto di marzo non prevedeva aiuti a questa classe di collaboratori per l’antecedenza spiegata. Non si potevano attuare una cassa integrazione oppure i contributi a coloro che erano iscritti all’Inps. Abbiamo quindi inserito una manovra di 50 milioni di euro per i collaboratori sportivi, con domanda presso Sport e Salute. Noi siamo in ritardo rispetto all’Inps, non avevamo alcun dato sulla categoria. Non è vero quello che si dice che noi ce l’avevamo. Non esisteva il dato aggregato di tutti. Abbiamo creato una piattaforma dedicata per raccogliere le vostre domande, e ringrazio Sport e Salute e lo staff. Oggi sono stati bonificati i primi 7300 mila bonus e in questa settimana arriveremo ai 20 mila promessi. Chiuderemo sui 30 mila e nei prossimi  giorni, tutti coloro che hanno fatto domanda riceveranno il bonus di 600 euro. Tutti coloro che hanno fatto domanda riceveranno i soldi. Un lavoro complesso che abbiamo fatto. Capisco chi non ha lavoro non può aspettare, ma noi abbiamo dovuto mettere mano a ciò che non esisteva. Questo era per marzo. Nel decreto di aprile, ormai terminato, ci saranno anche le risorse più facili, grazie alla ampia documentazione da noi detenuta. Se per gli altri lavoratori come pare, il bonus sarà di 800 euro, allora lo sarà anche per i lavoratori sportivi. Marzo sarà coperto per tutti, come aprile e anche maggio. Avremo delle risorse per interventi mirati. Per le situazioni critiche. Proviamo a coprire. Solo questa misura è di 300 milioni di euro, non facile da reperire in momento di crisi. Nel decreto che approveremo la settimana prossima, ci sarà il discorso sugli affitti delle strutture. Ci sarà la norma che riguarda i canoni presso privati. In precedenza ci eravamo occupati solo degli affitti presso pubblici, non perché lo Stato se ne era dimenticato, ma perché è più facile regolare le questioni degli enti statali, rispetto a quelli privati. Entrare in una trattativa tra privati era più difficile. Per quanto riguarda le realtà dilettantistiche, oggi ho firmato il decreto per l’istituzione presso l’Istituto per il Credito Sportivo di un fondo di 100 milioni di euro per la liquidità immediata per le strutture che ne faranno richiesta. Senza interessi né garanzie. Una volta registrato il tutto alla Corte dei Conti, tutti potranno accedere. So che principalmente possono farlo le strutture più grandi, che nel tempo più facilmente possono restituire la somma prestata. Più difficile sarà per le strutture minori. Ne siamo consapevoli. Istituiremo dei mutui e una tantum. Nel decreto di aprile ci saranno le risorse per un fondo di aiuti alle associazioni dilettantistiche in maggiore difficoltà (dimostreranno di avere avuto i danni maggiori dalla crisi). Stiamo facendo tutto con la massima celerità sapendo che i cittadini non possono aspettare neanche un giorno in più.

La ripresa degli allenamenti e la questione della Federcalcio

Il 4 maggio ripartono le attività sportive e motorie all’aperto con le distanze di sicurezza del caso. Gli allenamenti delle discipline sportive individuali. Perché ? Assurdo chiederlo, ma ovviamente dovevamo consentire una riapertura graduale e mi pare evidente che, anche per chi fa finta di non capire, gli sport individuali impegnano un numero minore di persone e impegnano esigenze organizzative di rispetto delle regole molto più facili, rispetto agli sport di squadra. Abbiamo quindi iniziato da loro. Professionisti e non ritenuti di rilevanza nazionale dal Coni, dal Cip e dalle Federazioni. Noi invieremo al Comitato Tecnico Scientifico un protocollo che riguarda anche le discipline sportive individuali. Il Comitato dovrà approvarlo e noi lo invieremo agli enti del caso che dovranno rispettarlo. Il 18 maggio è mio auspicio che gli sport di squadra possano ripartire. Stiamo lavorando per quello. Tra gli sport di squadra c’è il calcio. Facciamo un ragionamento senza pregiudizi e senza condizionamenti. Abbiamo visto i sondaggi che la stragrande maggioranza degli italiani, preoccupata per l’emergenza sanitaria, vorrebbe  che il campionato di Serie A finisse qui. Io non sono mai stato una persona che si è fatta condizionare dai sondaggi e non lo faccio adesso. Non propongo iniziative al Governo, in base al sentimento comune. Chi come me ha la responsabilità di prendere decisioni, che verranno poi valutate nel tempo dai cittadini, lo deve fare seguendo principi diversi. Sarebbe più facile decidere di chiudere il campionato, piuttosto che no. Sicuramente è quello che la maggior parte della Comunità Scientifica auspicherebbe per evitare che anche il calcio diventi un altro polo di preoccupazione per l’emergenza sanitaria. Sono consapevole che il calcio è un elemento importante per il Paese. Sul lato sociale ed economico. Va difeso il principio, sempre sottolineato anche dalla Federcalcio, che grazie al calcio viene finanziato tutto il sistema sportivo. Quel miliardo e mezzo che il calcio paga al fisco ogni anno contribuisce a creare il fondo che lo Stato mette a disposizione di tutte le federazioni, di tutte le discipline. E’ questo che prevede la legge. In questa parte di contribuzione del fisco, una percentuale lo Stato la rimette a disposizione delle federazioni che ne usufruiscono per accrescere la loro attività. Portare avanti tutto il mondo del calcio è importantissimo, ma in sicurezza. Quando la Lega di Serie A non si è fermata molte squadre sono andate in quarantena. La Federcalcio ha presentato un protocollo che prevedeva lo svolgimento degli allenamenti in sicurezza. Questo documento è stato preso in considerazione dal  Comitato Tecnico Scientifico ed è stato ritenuto necessario fare degli approfondimenti. Nella riunione odierna si è deciso che il Comitato incontrerà, nel più breve tempo possibile, alcuni rappresentanti della Federcalcio e del Coni e la Federazione Medico Sportiva (importante e strategica in questo momento). Se si riuscirà a perfezionare questo protocollo garantendo la salute di tutti, naturalmente si potranno autorizzare gli allenamenti degli sport di squadra, tra i quali anche il calcio, il 18 maggio. Non vuol dire che necessariamente riprenderà il campionato. Secondo le previsioni della Figc il torneo dovrebbe riprendere a metà giugno. Oggi siamo a fine aprile. Un tempo lunghissimo. Nessuno sa cosa sarà l’evoluzione dell’emergenza, una volta riaperto il 4 maggio. Non è terrorismo psicologico nei confronti del mondo del calcio, ma è solo consapevolezza che nessuno sa come andranno le cose nel breve termine. Se riprendono gli allenamenti in sicurezza ci predisponiamo alla possibilità che il campionato possa riprendere. Questo lo sapremo solo in avanti. Lo sapremo quando avremo i dati della crisi sanitaria.

Dal calcio agli altri sport di squadra. I protocolli di sicurezza delle Federazioni e l’approvazione attesa dal Comitato Tecnico Scientifico

Il protocollo della Federcalcio riguarda tutte le leghe e costa moltissimo. Come faranno le leghe minori ad attuare il protocollo? Questo è un altro tema di discussione che dovremo intraprendere. Non deve riguardare solo il calcio, ma anche gli altri sport di squadra. Ci siamo mossi in sintonia. Sia io che il presidente Conte abbiamo detto che il DCPM durava fino al 17 maggio e non prevedeva gli allenamenti degli sport di squadra. Dobbiamo verificare che i protocolli di sicurezza per gli allenamenti dovranno essere approvati dal Comitato Scientifico. Solo dopo possiamo parlare di ripresa. Sono ridicole le affermazioni di un complotto contro la Serie A. Invito veramente ad astenersi da queste pressioni. Con me questa è una strategia totalmente sbagliata. Io mi muovo nell’ottica del rispetto delle regole, nella consapevolezza che  tutto il mondo dello sport e del calcio vanno salvati. Si riparte tutti insieme e in sicurezza. Si sono fermati gli Europei di calcio, sono slittate le Olimpiadi. Tutto un mondo che soffre. Proprio per questo ho chiesto al Coni e al Comitato Italiano Paralimpico di consultare tutte le Federazioni, le Discipline Associate e gli enti di promozione sportiva e indirettamente le società dilettantistiche, per avere  dei protocolli di sicurezza per poter ripartire tutti insieme. Ieri sera abbiamo ricevuto questo lavoro dai presidenti del Coni e del Cip, un lavoro corposo di circa 400 pagine. Lo stiamo valutando e trasferendo al Comitato Tecnico Scientifico. Non sono un medico e inviterei tutti a non trasformarsi tali. Seguiamo chi ha la competenza del caso, per ripartire in sicurezza. Voglio scongiurare che la ripresa di tutto il mondo dello sport possa provocare nuovi contagi in questo mondo stesso e che possa essere moltiplicatore di contagi che pagheremo tutti. Quando riprenderà veramente tutto il mondo dello sport muoverà milioni di persone a tutti i livelli. E allora dobbiamo ripartire rispettando le regole. Ci sono altri temi di cui mi sto occupando. Dal personal training, all’equitazione. Cose di cui stiamo parlando con gli interessati. Da pochi mesi sono Ministro dello Sport ma mi sto appassionando al lavoro straordinario che vedo fare da grandi atleti, professionisti e manager. Ma anche migliaia di persone che incontro sui territori che mettono mano nella propria tasca per tirare fuori i soldi per l’attività di un centro sportivo, centro di aggregazione. Toglie molti giovani dalla strada. Sono maestri di vista. Valore simbolico dei campioni, che ci rendono orgogliosi quando vincono medaglie. Abbiate la certezza che il Ministero dello Sport lavorerà affinché tutti possano riprendere l’attività in sicurezza e tutti si possa vivere del benessere che lo sport consente”.

(Il Faro on line)