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Vigorelli attacca: “Su Zannone continua la presa in giro del Parco del Circeo e il Comune abbocca”

Vigorelli torna sulla questione Zannone dopo l'istituzione del tavolo tecnico tra Parco e Comune per risolvere il contenzioso.

Ponza – “Sulla questione Zannone continua la presa in giro del Parco Nazionale del Circeo e il Comune di Ponza abbocca.” È il duro commento dell’ex sindaco isolano Piero Vigorelli.

L’ex Primo cittadino spiega così le sue parole: “Ci sono delle novità. In primis, la delibera di Giunta del 16 aprile, con cui si nominano i componenti di un “tavolo tecnico per la risoluzione del contenzioso”. E poi c’è il botta e risposta avvenuto tra i due assessori della maggioranza: Mimma Califano e Michele Nocerino.

Eppure – prosegue Vigorelli- , tra i due litiganti, il terzo gode, considerando che tutto ruota attorno all’ennesima presa in giro del Parco…”

Un passo indietro

Per far comprendere appieno cosa intende con “presa in giro”, Vigorelli fa un passo indietro e spiega: “Il 5 settembre 2019, l’avvocato del Comune, il principe del Foro Giacomo Mignano, scrive una lettera molto chiara al Parco del Circeo, chiedendo… “l’immediata restituzione del Territorio dell’isola di Zannone e degli immobili siti nel medesimo” (cioè la Villa Comunale che il Parco ha lasciato andare in rovina)-  il “pagamento delle somme dovute”, – cioè l’affitto che il Parco deve al Comune (14.460,79 euro, non mensili ma all’anno !!!), nonché dei 55.539,21 euro che da almeno un decennio il Parco mette a bilancio (e non ha mai speso) per creare un ormeggio sicuro al Varo e un po’ di cartellonistica.”

La risposta del Parco arriva. Dopo un paio di mesi, certo (era il 14 novembre), ma arriva e porta la firma del dottor Paolo Cassola.

Cosa risponde alle richieste dell’avvocato del Comune? Ebbene, Vigorelli sottolinea: “Il Parco – sunteggia la citata delibera n. 41 della giunta comunale di Ponza – “ha evidenziato di non esercitare alcuna forma di detenzione del bene, che pertanto doveva ritenersi nella piena disponibilità dell’amministrazione comunale”.”

In pratica, il Comune ha chiesto di restituire Territorio e Villa, mentre il Parco risponde solo sulla Villa. “Nonostante ciò – evidenzia Vigorelli – il Comune ha stappato lo champagne, sparato i fuochi d’artificio e mandato a tutto volume l’inno a San Silverio.

Il Parco – sostiene infatti il Comune – ha restituito a Ponza sia il Territorio di Zannone e sia la Villa Comunale. L’isola di Zannone , oggi più di ieri è a tutti gli effetti del Comune di Ponza”, esulta l’assessore Gelsomina Califano, che fa anche parte del Direttivo del Parco.”

Vigorelli: “Il tavolo tecnico è una trappola del Parco”

Festeggiare per Vigorelli è assurdo. Cosa c’è da festeggiare? Come può Zannone essere tornata nelle mani del Comune di Ponza, se il Parco non l’ha mai affermato né dimostrato? Per Vigorelli, infatti, Zannone ritornerà ai ponzesi solo quando questi decideranno a uscire dal Parco del Circeo.

Ma il tavolo tecnico, allora? “Il tavolo è una trappola del Parco” sostiene l’ex Primo cittadino. “Abbiamo già detto – spiega Vigrelli – che il “tavolo tecnico” serve per recuperare gli affitti e i soldi per la messa in sicurezza del Varo. Eppure, l’assessore Califano, il 24 aprile 2020 ha affermato candidamente che “sarà necessario firmare un Protocollo d’Intesa fra Comune e Parco”.

Protocollo… Convenzione… È tutta musica per le orecchie del Parco, perché, in questo modo, si mette in soffitta la delibera del Comune di Ponza di uscire dal Parco stesso. D’altra parte, quale attendibilità potrà mai avere la decisione di uscire, quando il Comune e il Parco si ricongiungono in matrimonio con una convenzione?

Il Parco, in tutti questi lunghi anni, è stato sempre moroso sul canone d’affitto, non ha mai fatto buon uso dei beni affidatigli (la Villa Comunale ridotta allo schifo attuale), non ha mai valorizzato l’isola, e nel Piano del Parco non c’è nulla di concreto (cioè soldi) per il futuro di Zannone… La verità – prosegue Vigorelli – è che il “tavolo tecnico” serve al Comune per elemosinare qualche migliaio di euro dal Parco, e soprattutto serve al Parco per ritornare a braccetto con il Comune e annullare la battaglia “Riprendiamoci Zannone”.”

Vigorelli: “Si dovrebbe denunciare il Parco”

E ancora, prosegue Vigorelli: “Una sola cosa seria poteva e doveva fare il Comune: denunciare il Parco. Il Comune di Ponza, infatti, ha il sacrosanto diritto di essere ampiamente risarcito dal Parco per il degrado della Villa Comunale, già evidenziato e denunciato dal sindaco Antonio Balzano nel settembre 1994 e nel marzo 1997, e riproposto con forza dalla delibera unanime del Consiglio Comunale nel marzo 2013.

Qui, però – conclude Vigorelli -, ci ricasca di nuovo l’asino, perché l’assessore Gelsomina Califano, il 26 ottobre 2018, ha approvato la delibera del Direttivo del Parco nella quale si afferma che il Parco si ritiene “istituzione esente da responsabilità attribuitegli, come ad esempio sul degrado della cosiddetta Villa Comunale presente sull’isola di Zannone.

In pratica, il Comune non denuncia il Parco per la distruzione della Villa perché per l’assessore non è responsabilità del Parco. Ma allora una domanda sorge spontanea: se non è stato il Parco, chi è che l’ha mandata in rovina?”

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