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Apertura spiagge nel Lazio, si decide lunedì 4 maggio: il dettaglio

Lunedì 4 maggio vertice tra Regione Lazio, Prefetti e sindaci per stabilire modi e tempi di apertura delle spiagge

Roma – Si decideranno lunedì 4 maggio le condizioni e i tempi di riapertura delle spiagge lungo tutta la costa laziale. Per farlo sarà necessario un vertice tra le autorità amministrative regionali e comunali insieme con i rappresentati degli uffici territoriali di Governo. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, con una decisione autonoma ha deciso di non attendere la riunione di lunedì 4 maggio (leggi qui).

Lo annuncia l’assessore regionale alle Attività Produttive, Paolo Orneli. “Lunedì 4 maggio con le Capitanerie di Porto e le Prefetture – spiega Orneli – incontreremo i Sindaci dei 24 comuni costieri per avviare un confronto su come organizzare la stagione balneare e farci trovare pronti per quando sarà possibile la fruizione di spiagge libere e arenili in concessione. Anche qui non si tratta di immaginare forzature, ma semplicemente di lavorare al meglio in vista della progressiva riapertura delle attività che potrà e dovrà avvenire in modo sicuro e controllato“.

L’orientamento di massima è quello di dare tempo alle amministrazioni locali di organizzarsi: l’ipotesi più accreditata è che la stagione possa aprirsi il 18 maggio.

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Nulla è ancora definito, dunque, circa l’avvio della stagione balneare nonostante in una circolare riservata le associazioni di balneari indichino le caratteristiche del rapporto con la clientela nei loro impianti: noleggio ombrelloni e lettini solo su prenotazione tramite app, distanza minima tra gli ombrelloni 4,5 metri e 2 metri tra lettini, massima concentrazione di clienti in bar e ristoranti 4 ogni 10 metri.

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Non si tratta di dividerci tra tifosi della riapertura delle attività e fautori della linea della prudenza assoluta – dichiara Orneli – La battaglia contro questo maledetto virus non è ancora vinta e servirà il massimo sforzo per continuare a mantenere il distanziamento sociale e tutte le misure di contenimento del rischio di nuovi contagi. Ma è nostro dovere non arrenderci e costruire le condizioni per rimettere in moto l’economia, tutelare il lavoro e ricostruire il nostro Paese“.