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Assistenza scolastica per disabili ad Ardea, i consiglieri Centore e Tarantino interrogano il Sindaco

Centore e Tarantino: "Vogliamo sapere quali sono le modalità del servizio di assistenza scolastica specialistica per gli alunni con disabilità"

Ardea – I consiglieri comunali di Ardea Simone Centore e Anna Maria Tarantino (Cambiamo) hanno depositato in data 29 aprile 2020 un’interrogazione riguardante il servizio di assistenza scolastica, indirizzata al sindaco Savarese e, tra gli altri, anche al presidente del Consiglio Lucio Zito.

“Premesso che – scrivono i Consiglieri – l’area servizi alla persona, servizi sociali, in data 06/04/2020 prot. Interno N 14590/2020 ha protocollato un documento per comunicare alle famiglie con figli disabili, che il consorzio Parsifal incaricato dal Comune ha studiato varie modalità per la didattica a distanza

“Si chiede di sapere il tipo di incarico che il Comune ha affidato al Consorzio Parsifal e le modalità del servizio di assistenza scolastica specialistica per gli alunni con disabilità, scelte dal Consorzio Parsifal a sostegno degli stessi con comma 1 – 2 – 3, se sono stati richiesti pareri tecnici alle modalità scelte e a quale organo preposto”.

I consiglieri di Cambiamo avevano già esposto i loro dubbi in un comunicato stampa e chiesto chiarimenti al Sindaco in merito all’assistenza scolastica per i bambini disabili.

“Il sindaco Savarese dovrebbe chiarire la seguente questione amministrativa – si legge nel comunicato – : cosa sarà di questo progetto a distanza fatto con i bimbi disabili del Comune di Ardea? Il consorzio che gestisce l’assistenza a scuola ha inviato un progetto al Comune, ma Cambiamo vorrebbe capire meglio cosa significa”.

“L’Amministrazione Comunale – continuano Consiglieri – ha pensato davvero a tutti, infatti a chi è in ginocchio per il coronavirus erogherà il bonus con ritardo e per chi deve lavorare ha deciso di creare varchi che hanno reso la vita impossibile, mentre per i bimbi disabili ha fatto questo regalo di cui vorremmo apprezzare i pregi”.

“Anziché fare un progetto a distanza – conclude il comunicato di Cambiamo -, dai disabili bisognerebbe andarci casa per casa. Hanno bisogno di un contatto, umano, prima di tutto. Di questo hanno bisogno quelle mamme e quei papà che necessitano di un aiuto”.
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