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Roma e Fiumicino, esperti e ambientalisti contro i sindaci: “No alla sanificazione delle spiagge”

Appello contro le procedure di sanificazione dell’arenile: “ Le sostanze alterano gravemente l’habitat della spiaggia”

Roma – Levata di scudi di tecnici ambientali e associazioni contro quei sindaci, in particolare di Roma e di Fiumicino, che obbligano alla sanificazione delle spiagge prima dell’apertura al pubblico. Sostengono che le sostanze impiegate per disinfettare sono tossiche e alterano l’habitat delle spiagge.

Ilaria Falconi, laurea in Scienze ambientali con specializzazione in Monitoraggio e riqualificazione ambientale  e Tecnico ambientale ISMEA presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, spiega bene cosa succede. “L’ordinanza N. 89 emanata dalla Sindaca di Roma e pubblicata sull’albo Pretorio – sottolinea – prevede tra i vari interventi di manutenzione delle spiagge anche la sanificazione. È bene ribadire, specialmente dopo il disastro ambientale avvenuto in Spagna, che non occorre intervenire con sostanze disinfettanti sul substrato sabbioso. Le sostanze disinfettanti sono, infatti, tossiche e alterano profondamente l’habitat naturale della spiaggia. Tali sostanze danneggiano la micro flora, la meio e micro fauna presente sulla spiaggia. Inoltre tali inquinanti possono giungere al mare determinando un inquinamento ambientale della matrice con il conseguente bioaccumulo nella rete trofica. Occorre ricordare che l’assenza di disturbo antropico lungo i tratti costieri ha portato le specie a nidificare in qualsiasi tipologia di area e la pulizia delle spiagge con mezzi meccanici determinerà la distruzione di numerosi nidi. Il lockdown, infatti, ha permesso alla natura di riprendersi i propri spazi: la diffusione di coleotteri sabulicoli, la nidificazione di uccelli come il fratino e la diffusione di piante sulle dune determinato dall’assenza del calpestio come il ravastrello marino, lo sparto pungente e il giglio delle sabbie. Infine, le spiagge dovrebbero essere ripulite solamente dai rifiuti di origine antropica che il mare ha depositato sulla riva in inverno”.

Alle spiegazioni tecniche, si uniscono quelle delle associazioni ambientaliste. “Oltre Roma e Fiumicino – dicono dal WWF Litoralestiamo verificando le ordinanze degli altri comuni costieri. Raccomandiamo la massima attenzione, perché una ‘sanificazione’ male interpretata può fare seri danni all’ambiente naturale costiero. Come è successo in Spagna, a Zahara de los Atunes, nei pressi di Cadice, dove sono stati spruzzati con dei trattori 1000 litri di una soluzione contenente candeggina su più di 2 km di spiaggia”.

In attesa delle decisioni e delle direttive per la gestione  dell’uso delle spiagge, la presidente del WWF Litorale laziale, Maria Gabriella Villani, rivolge un appello ai Sindaci: “Assolutamente non intervenire con sostanze disinfettanti sul substrato sabbioso. Qualsiasi sostanza  disinfettante è tossica. La spiaggia è un ambiente naturale, inoltre tutto quello che versiamo sulla spiaggia arriva al mare e prima ancora arriva agli invertebrati invisibili agli occhi meno attenti che abitano tra i granelli di sabbia, e quindi altera profondamente l’ambiente. Dopo settimane di lockdown, e grazie anche all’effetto della solarizzazione, nessuna particella di Covid19 può essere sopravvissuta su qualsiasi spiaggia, la quale per essere sanificata richiede semplicemente di essere ripulita dai rifiuti di origine antropica, quasi sempre di plastica, che le onde invernali hanno deposto sulla riva“.