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Sanificazione, il Wwf ai Sindaci: “Non trattate le spiagge come i pavimenti delle metro”

"Tutto quello che versiamo sulla spiaggia arriva al mare e agli animali che la abitano e quindi altera profondamente l'ambiente"

“Dal 4 maggio le spiagge dei Comuni di Roma e Fiumicino saranno ancora interdette ai cittadini, ma saranno accessibili ai gestori per le attività di sanificazione. Stiamo verificando le ordinanze degli altri comuni costieri. Il Wwf Litorale Laziale raccomanda la massima attenzione, perché una “sanificazione” male interpretata può fare seri danni all’ambiente naturale costiero”.

E’ quanto si legge in un comunicato diffuso dal Wwf Litorale Laziale, che prosegue: “Come è successo in Spagna, a Zahara de los Atunes, nei pressi di Cadice, dove sono stati spruzzati con dei trattori 1000 litri di una soluzione contenente candeggina su più di 2 chilometri di spiaggia. Il prodotto è stato distribuito sulla costa il giorno prima che ai bambini spagnoli fosse concesso di uscire dal lockdown, per poterli tutelare dal coronavirus. Ovviamente i danni per l’ecosistema sono stati terribili, essendo stata uccisa ogni forma vivente: piccoli invertebrati, uccelli costieri, piante. Senza contare i danni all’ambiente sommerso”.

In attesa delle decisioni e delle direttive per la gestione dell’uso delle spiagge, la presidente del WWF Litorale laziale, Maria Gabriella Villani, rivolge un appello ai Sindaci: “Assolutamente non intervenire con sostanze disinfettanti sul substrato sabbioso. Qualsiasi sostanza disinfettante è tossica. La spiaggia è un ambiente naturale, inoltre tutto quello che versiamo sulla spiaggia arriva al mare e prima ancora arriva agli invertebrati invisibili agli occhi meno attenti che abitano tra i granelli di sabbia, e quindi altera profondamente l’ambiente. Dopo settimane di lockdown, e grazie anche all’effetto della solarizzazione, nessuna particella di Covid19 può essere sopravvissuta su qualsiasi spiaggia, la quale per essere sanificata richiede semplicemente di essere ripulita dai rifiuti di origine antropica, quasi sempre di plastica, che le onde invernali hanno deposto sulla riva”.

“Molte spiagge del litorale laziale, inoltre, ospitano ancora coleotteri sabulicoli, spesso rarissimi, sui quali ogni disinfettante avrebbe un effetto devastante. Le spiagge in condizioni naturali o seminaturali, come Castelporziano, Capocotta, Palidoro ospitano poi comunità di piante dunali, come il ravastrello marino, lo sparto pungente e il giglio delle sabbie che in assenza di calpestio si sono maggiormente diffuse – proseguono gli attivisti del Wwf -. Inoltre queste spiagge potrebbero essere state scelte per la nidificazione da uccelli ormai rarissimi come il fratino. Questi ultimi in realtà potrebbero aver nidificato quest’anno in qualsiasi spiaggia, trovandola sufficientemente tranquilla”. La seconda parte dell’appello del WWF quindi è: “Nelle attività di raccolta dei rifiuti spiaggiati, fare grande attenzione alla vegetazione e ad eventuali nidi, segnalando questi ultimi alla Guardia costiera”.

(Il Faro online)