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Mobilità post-Coronavirus: Legambiente Terracina scrive al Vicesindaco

Legambiente Terracina: "Sindaco, non si limiti all’ordinario. Non ci restituisca la vecchia città. Non c’è momento migliore per osare lo straordinario."

Terracina – Come saranno le nostre città, quando ci saremo definitivamente lasciati alle spalle il Coronavirus? Difficile da immaginare, eppure, molto di quello che succederà nel prossimo futuro, anche in tema di mobilità, si sta “giocando” proprio ora.

Ora che il lockdown è stato allentato, ora che la quarantena ci permette di vedere qualche spiraglio di luce in più. La domanda che sorge spontanea è: vorremmo tornare a vivere nelle nostre città, esattamente come le abbiamo lasciate? Come se questi mesi, come se questi sacrifici non fossero mai esistiti? Per Legambiente la risposta è no.

Per questo, il circolo di Legambiente Terracina ha deciso di munirsi di carta e penna e inviare una lettera al vicesindaco facente funzioni, Roberta Tintari, per invitarla a riflettere sulla sfida che la aspetta, in particolare in tema di mobilità.

“I dati nel nostro report annuale Ecosistema urbano 2019 – si legge nella lettera di Legambiente -, affermano che sono ancora troppe le auto nella nostra città (siamo saliti addirittura dal 59,25 ogni 100 abitanti del 2017 al 60,69 del 2018) e continua ad essere molto scarsa la domanda di trasporto pubblico locale (5,21 viaggi ad abitante annui rispetto ad una media delle città confrontabili di 31,8), addirittura in diminuzione rispetto al 2017.”

A partire da questi pochi dati Legambiente si fa una domanda: come può migliorare la situazione ai tempi del Coronavirus? Quanti, potendo scegliere, preferiranno arrivare al lavoro in metropolitana piuttosto che in macchina? Quanti genitori riusciranno a superare la paura del contagio e affideranno di nuovo i loro figli al trasporto scolastico, piuttosto che accompagnarli loro stessi?

Domanda che bisogna porsi, ma a cui, soprattutto, bisogna trovare una risposta quanto prima. “I nostri dati  – prosegue la Presidente del Circolo – ci dicono che la mobilità ciclabile va decisamente migliorata, riqualificando le piste ciclabili esistenti e utilizzabili in sicurezza e creando nuove piste integrate nei flussi di spostamento reale delle persone casa-scuola-lavoro. Bisogna incrementare la mobilità lenta (soprattutto pedonale) aumentando di molto le isole pedonali, assolutamente carenti, e superando la mancanza di Zone a Traffico Limitato (ZTL), zone 20 e zone 30.

Le Zone a Traffico Limitato, Zone 30, Aree Pedonali, Pedibus vanno, infatti, subito istituite per favorire la mobilità attiva, anche e soprattutto in occasione della riapertura delle scuole e il riavvio del turismo e la ciclabilita’ cittadina va incrementata da subito, come stanno già facendo con delibere urgenti molti Comuni limitrofi, come il nostro capoluogo di provincia.

Magari si può pensare alla costruzione di piste ciclabili “pop-up”, cioè itinerari provvisori ricavati rapidamente per consentire spostamenti sostenibili e sicuri, anche semplicemente tracciando i percorsi direttamente sull’asfalto, oppure attraverso l’ampliamento dei marciapiedi, la realizzazione di percorsi pedonali protetti, la creazione di ciclo-stazioni e corsie preferenziali “Bike to School” per incentivare l’uso della bici per i percorsi casa-scuola e puntando soprattutto verso l’uso della bicicletta elettrica, definita dall’OMS e dalle Associazioni amiche della mobilità sostenibile il mezzo ideale per il “social distancing”.”

Ma allora il futuro post- Coronavirus è, in tema di mobilità, la bicicletta elettrica? Per Legambiente sì, tant’è che la Presidente spiega: “In questo particolare periodo storico, sarebbero utili i finanziamenti pubblici per l’acquisto di biciclette elettriche, che potrebbero essere anche sostituiti o incrementati da bonus comunali per l’acquisto e che aumenterebbero la diffusione di questo mezzo di trasporto, non solo per gli spostamenti dei cittadini, ma anche per le consegne a domicilio.

È necessario inoltre aumentare la qualità, la sicurezza – nel pieno rispetto dei requisiti prestazionali e normativi – delle piste ciclabili esistenti, aumentare le strutture portabiciclette distribuendole in modo diffuso sul territorio, introdurre un sistema di bike sharing a flusso libero con biciclette a pedalata assistita, realizzare collegamenti ciclo-pedonali per favorire l’intermodalità bici – trasporto pubblico, con la costruzione di grandi parcheggi per biciclette presso i principali snodi cittadini e altri importanti attrattori di mobilità.”

E ancora: “È fondamentale poi occuparsi anche della micromobilità cittadina, equiparando anche i monopattini elettrici alle biciclette, aggiornando i regolamenti cittadini nel rispetto delle disposizioni nazionali, come recentemente fatto dal Comune di Latina.”

Il futuro di Terracina in tema di mobilità

Ma, oltre la bicicletta elettrica, quale sarà o quale potrebbe essere il futuro di Terracina in tema di mobilità? “Nella nostra città – sottolineano da Legambiente – risultano completamente assenti da anni i servizi di green mobility come car sharing, car pooling, bike sharing.

Per questo, per immaginare un nuovo futuro per la città di Giove, bisognerà lavorare per rafforzare la sharing mobility, per avere più mezzi e in più quartieri, per rendere disponibili da subito a prezzi popolari, al limite del gratuito, e-bike e monopattini elettrici, veicoli che garantiscono di per sé il miglior distanziamento sociale, e realizzare nuovi percorsi ciclabili temporanei e protetti lungo gli assi di traffico prioritari. Ovviamente questi servizi devono essere istituiti al più presto nel rispetto di tutti i protocolli sanitari e delle procedure di sanificazione.”

Legambiente: “Signor Sindaco… Osi lo straordinario”

Una Terracina diversa, nuova, perché capace di evolversi al meglio delle sue possibilità. Una Terracina che, come i suoi marinai, sappia risorgere più forte dall’ennesima tempesta che l’ha afflitta, anche se, invisibile questa volta. Una Terracina che, attraverso la green mobility abbia il coraggio di riscoprirsi, rinnovarsi, valorizzare il proprio passato e le proprie bellezza.

Per questo, da Legambiente concludono: “Egregio Sindaco, non si limiti all’ordinario. Non ci restituisca la vecchia città. Il suo mestiere richiede visione di futuro, soluzioni inedite, capacità di guidare la comunità verso frontiere nuove. E oggi che tutti abbiamo sperimentato una condizione eccezionale, non c’è momento migliore per osare lo straordinario.”

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