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Fiumicino, DemoS: “La residenza è un diritto, non una concessione del Comune”

"Non possiamo accettare che sul nostro territorio continuino ad essere presenti persone senza diritti e senza assistenza"

Fiumicino – “Dopo circa sei anni dall’approvazione in giunta della costituzione della via fittizia ‘Casa Comunale’, continuiamo a rilevare il problema della residenza. Ancora oggi, alle persone ‘senza fissa dimora’ che vivono da tempo sul nostro territorio, a causa della negligenza creata da una ‘confusa’ burocrazia, viene negata la possibilità di iscriversi alla lista anagrafica del Comune“, si legge in una nota diffusa da Maurizio Ferreri, capogruppo di Demo.S Fiumicino.

“Vogliamo ricordare – prosegue Ferreri – che la residenza è un diritto e non una concessione. Per questo motivo non possono esistere nei comuni, in merito alle iscrizioni, delle ‘discrezionalità’ . Negare la residenza nega, di conseguenza, diritti importanti sanciti dalla nostra Costituzione: quello alla salute (art.32), all’uguaglianza (art.3), al lavoro (art.4), all’assistenza e alla previdenza sociale (art.38), alla difesa (art.24), al voto (art.48)…”.

“Un esempio significativo attuale a Fiumicino è il caso ‘Miriam’. Caso emblematico, conosciuto da molti per i vari comunicati usciti ultimamente sui quotidiani online: una famiglia composta da cinque persone, di cui tre minori, che vive in uno dei container situati a Maccarese. Sono stati necessari un anno e mezzo di proteste, con dure prese di posizioni da parte dell’Unione Inquilini ed a seguire di Demo.S e dell’Assessore al Sociale, per poter avere la residenza tramite la via fittizia denominata ‘Casa Comunale’. Un anno e mezzo di ritardo per avere il diritto di chiedere aiuto per la grave situazione abitativa in cui purtroppo è ancora costretta a vivere con i suoi tre figli. Questo esempio per far comprendere che in tutti casi, soprattutto in situazioni di emergenza, come appunto quello di Miriam, la politica deve agire al più presto per superare tutti gli scogli burocratici“.

“Come Demo.S sulla via virtuale abbiamo un pensiero totalmente radicale, non possiamo accettare che sul nostro territorio continuino ad essere presenti persone senza diritti e senza assistenza. Siamo convinti che la Delibera di Giunta e la nota inviata agli uffici dal Segretario generale possa già porre fine a questa situazione, ma se per qualche dirigente è necessario dotare gli uffici anche di nuove regole, chiediamo al Presidente del Consiglio di convocare al più presto il Consiglio comunale per approvare il regolamento sulla via virtuale ‘licenziato’ ormai da tempo dall’apposita commissione consiliare”, conclude Ferreri.
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