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Accordo dell’Eurogruppo sul Mes, Conte: “Recovery Fund prima che sia troppo tardi”

Con ampia definizione delle spese di sanità e una scadenza prestiti a 10 anni

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Bruxelles – L’Eurogruppo ha trovato un accordo definitivo sul Mes. E’ quanto si apprende da fonti Ue. Già nel primo pomeriggio la notizia di un accordo vicino su un’interpretazione estremamente ampia delle spese sanitarie che possono essere finanziate, una maturità dei prestiti a 10 anni e un tasso d’interesse bassissimo, poco sopra lo 0,1% annuo. La linea di credito potrà essere usata per le spese sanitarie fino al 2% del Pil e i ministri sono d’accordo nel definire queste spese nel loro complesso, non solo per respiratori o terapie intensive.

“Tutti gli Stati della zona euro sono idonei a chiedere” il Mes, “potranno prendere il 2% del loro Pil, scadenze e interessi saranno molto favorevoli, e la sorveglianza sarà semplificata”: lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis. “L’obiettivo principale di oggi è trovare un accordo”, in modo che “possa essere formalmente adottato la prossima settimana dal board dei governatori del Mes”.

La nuova di linea di credito del Mes, dopo l’accordo di oggi, all’Eurogruppo, “sarà pienamente operativa a partire da metà maggio“: lo ha detto il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno. “Tutti potranno prendere prestiti fino al 2% del Pil, a condizioni molto favorevoli e con lunghe scadenze. Questo coprirà i costi sanitari diretti e indiretti, che sono lievitati”, ha aggiunto.

Il discorso di Conte

La sfida cruciale è quella di tradurre in realtà il segnale politico sul “Recovery Fund”, prima che sia troppo tardi per le economie e per la società del nostro continente. L’impatto economico della crisi da Covid-19 è gigantesco e drammatico, come le previsioni economiche europee ed internazionali confermano. Pertanto, l’Europa deve agire senza ulteriore indugio per avviare la ripresa economica”.

Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’intervento conclusivo dell’edizione 2020 di “The State of Union”. “Se non adottiamo e attuiamo rapidamente una risposta europea coordinata basata sulla solidarietà, sul coraggio, su misure straordinarie all’altezza della sfida senza precedenti, sarà lo stesso progetto europeo ad essere in gioco. Le sfide nella crisi attuale sono una ripresa tempestiva e piena delle economie europee interconnesse, il Mercato Unico – che è un pilastro fondamentale dell’Unione Europea – e le catene di valore che sono al cuore dell’industria europea. Dipendiamo tutti gli uni dagli altri e dobbiamo tutti fare affidamento gli uni sugli altri”, aggiunge il Premier.

Le tre misure Sure, Bei, Mes sono insufficienti, ammontando ad una frazione di quanto altre grandi economie, come quella Usa, stanno spendendo per sostenere le loro imprese e le loro famiglie. Il prestito effettivo del “Recovery Fund” sui mercati (distinto dalle risorse totali che esso mobilita) deve essere di notevole dimensione, almeno 1 trilione di euro, per portare la dotazione totale della risposta europea in linea con le necessità finanziarie complessive dell’Ue“, prosegue Conte nell’intervento conclusivo a “The State of Union”.

L’Ue deve dare ai cittadini europei un messaggio chiaro, dimostrando di avere una visione comune di ciò che è necessario per superare l’attuale crisi e per promuovere una rapida ripresa in tutto il continente”, aggiunge. “Un “front loading” del “Recovery Fund” è necessario con urgenza, come ponte per anticipare parte delle risorse alla seconda metà del 2020, perché il Fondo dovrebbe essere collegato al prossimo Quadro Finanziario Pluriennale. Sarà di fondamentale importanza che tutti gli Stati Membri siano pienamente coerenti con la loro responsabilità politica sia sul Recovery Fund, sia sul Quadro Finanziario Pluriennale. Ulteriori ritardi” su entrambi “metterebbero in pericolo l’avvio di una piena ripresa economica“, conclude il Premier (fonte Ansa)

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