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Zingaretti: “Dal 18 maggio nel Lazio potremmo riaprire tutto ma attendiamo il nuovo Dpcm”

Il Governatore del Lazio: “Non abbiamo sconfitto il virus dobbiamo vivere questa fase, quella della riapertura graduale, con il massimo rigore possibile"

Roma – Da lunedì 18 maggio possibile totale apertura delle attività commerciali in tutto il Lazio. Ma dipenderà dal nuovo Dpcm al quale il Governo sta lavorando proprio in queste ore. Ad annunciarlo è il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nel corso della seduta del Consiglio regionale sull’emergenza Covid-19.

“Da lunedì cambierà molto – ha annunciato Zingaretti – aspettiamo il nuovo decreto nazionale, ma visto il nostro tasso di contagio noi potremo essere in grado di far ripartire gran parte delle attività ancora chiuse, dal consumo sul posto in bar e ristoranti, a parrucchieri e centri estetici, ai negozi al dettagli, ai centri commerciali, ai centri sportivi all’aperto. Abbiamo stabilito, con le categorie, un protocollo per ogni settore. Per quanto riguarda la stagione balneare, dobbiamo aspettare: ma dico subito che dovremo pensare anche alle spiagge libere, aiutando i Comuni nella gestione”.

Dobbiamo costruire tutti insieme un modello di sviluppo per far ripartire l’economia della Regione presenteremo un piano di opere pubbliche da mettere subito in campo, per un valore di due miliardi, dovremo anche puntare sul sisma bonus e sull’ecobonus, che permetterà un rimborso ai privati fino al 120 per cento della spesa. Un’occasione unica per mettere in sicurezza e rendere più efficienti dal punto di vista energetico gli appartamenti”, ha aggiunto il Governatore del Lazio.

Non abbiamo sconfitto il virus – ha spiegato Zingaretti – dobbiamo vivere questa fase, quella della riapertura graduale, con il massimo rigore possibile, tenendo l’epidemia sotto controllo. Le priorità è adesso intercettare rapidamente i casi e isolarli”.

A coordinare i progetti per la ripresa sarà il vicepresidente della Giunta, Daniele Leodori. Zingaretti ha ricordato le somme già stanziate dalla Regione per aziende e famiglie, complessivamente circa 750 milioni di euro. “Siamo la Regione che ha lavorato più rapidamente le pratiche per la cassa integrazione. Eppure su 70mila domande, solo 15mila sono arrivate a conclusione: sono solo 28mila, a oggi, i lavoratori che hanno ricevuto i soldi. Qualcosa non ha funzionato nelle procedure troppo farraginose. Speriamo che le nuove norme decise ieri siano più funzionali”.