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Latina, incendiarono l’auto della consigliera Ciolfi: arrestati dopo 9 mesi

Ciolfi: "Non è passato un solo giorno in cui non ci siamo interrogati su chi e perché potesse volere sferrarci un attacco così violento"

Latina – “Io e la mia famiglia desideriamo sopra ogni cosa ringraziare gli investigatori della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Latina comandati dal maggiore Carlo Maria Segreto, del Comando Provinciale di Latina comandato dal colonnello Gabriele Vitagliano e la Procura di Latina per l’eccellente lavoro svolto nell’ambito dell’indagine riguardante l’attentato incendiario subito lo scorso settembre“. E’ quanto si legge in una nota diffusa dalla consigliera comunale di Latina Maria Grazia Ciolfi.

“Grazie all’operato degli investigatori, determinato e puntuale, non ci siamo sentiti abbandonati un solo istante, dallo scorso 11 settembre, quando siamo stati svegliati nella notte, dal rogo della nostra auto data alle fiamme nel giardino della nostra abitazione. Ed è grazie al loro lavoro, svolto con determinazione e competenza, ed al supporto ed alla vicinanza dei nostri cari, parenti ed amici, che siamo riusciti ad affrontare uno dei momenti più difficili della nostra vita familiare, non è passato un solo giorno in cui non ci siamo interrogati su chi e perché potesse volere sferrare un attacco così violento alla nostra famiglia. Abbiamo vissuto con il timore che fuori dalla nostra casa ci fosse qualcuno pronto a violare la tranquillità delle nostre vite”.

“La gravità dell’ipotesi che un atto così violento potesse essere legato alla mia attività politica svolta nell’ambito del mandato su cui opero, ossia la Marina di Latina, aveva portato probabilmente l’opinione pubblica ad ipotizzare che l’accaduto non avesse una matrice politica e che l’operato da me svolto come consigliera non potesse avere un ruolo così rilevante da causare una tale reazione, fino a ricondurre l’accaduto ad altra causa (anche ipotizzando moventi che gettavano ombre sulla professione di mio marito o ad errore di persona). Questo perché – spiega Ciolfi – è doloroso accettare che nella nostra città possano accadere fatti come questo, ma il lavoro degli inquirenti ha consentito di fare chiarezza su questa triste vicenda individuandone i responsabili: un risultato per noi importantissimo perché non conoscere chi e perché aveva voluto colpire la nostra famiglia sarebbe stato quasi più devastante della stessa violenza subita”.

Da quanto emerso dalle indagini si è trattato di un grave atto intimidatorio o ritorsivo, determinato dall’aver svolto con coscienza la mia azione politica e di controllo sul territorio, dall’aver messo a disposizione del bene comune la mia attività politica e dall’aver assolto con senso di responsabilità il ruolo di consigliera comunale e rappresentante dei cittadini. Ho condiviso il silenzio tenuto fino ad oggi dalle istituzioni nel rispetto delle indagini in corso, ma ora auspico una presa di posizione netta rispetto a quanto accaduto con la costituzione di un fronte comune da parte della politica tutta, che adotti azioni concrete di controllo e contrasto ad ogni forma di illegalità, in particolare in un territorio così complesso come quello della Marina di Latina, solo cosi libereremo davvero la città da quel velo di omertà e di volontà di mantenere lo status quo che danneggia dal profondo la nostra comunità”.

“Agire con legalità – continua – è un normale presupposto di tutti coloro che si propongono come rappresentanti politici dei cittadini, ma per realizzare un reale cambiamento è necessario lavorare concretamente per il ripristino della legalità sovvertita da anni di azioni scomposte, lavorare sul campo per il rispetto delle regole e dei diritti, soprattutto nei luoghi soggetti a degrado o semplicemente nei luoghi più lontani dai riflettori del centro città, combattere abitudini sbagliate ma consolidate: questo è il mio obiettivo primario e solo quando l’avrò raggiunto potrò essere soddisfatta di aver compiuto il mio dovere e rispettato in pieno la missione del mio mandato politico. Ma per agire in tal senso è necessario il supporto, la protezione e la collaborazione di tutti: per questo desidero rivolgermi alla città, perché se vogliamo veramente proteggere il nostro territorio dobbiamo lavorare all’unisono, tutti compatti per cambiare le cose; dobbiamo denunciare ciò che non è corretto senza timore; riacquisire il senso civico; dobbiamo essere i primi a dare l’esempio e non dobbiamo mai voltare la testa dall’altra parte quando vediamo qualcosa che non va; dobbiamo combattere l’indifferenza, le abitudini sbagliate e l’omertà. La nostra città è bella, i cittadini che la abitano sono meravigliosi ed abbiamo il dovere di tutelarla e tutelarci da chi non lo è: solo così questa città cambierà davvero”, conclude Ciolfi.

Poi, il grazie alla cittadinanza: “Desidero ringraziare tutti per la grande manifestazione di solidarietà, che mi è giunta dalla città, da LBC e da tutte le forze Politiche, un sostegno importante che contribuisce a rafforzare la mia determinazione e ad andare avanti per la strada intrapresa per dare alla Marina di Latina le opportunità che merita”.

Il sindaco Coletta: “Un atto intimidatorio di una gravità assoluta”

“La notizia dell’arresto dei due presunti responsabili dell’incendio appiccato a settembre scorso all’auto di famiglia della nostra consigliera Maria Grazia Ciolfi è qualcosa di inquietante per i particolari che sono emersi questa mattina”, ha commentato il sindaco di Latina, Damiano Coletta.

“Se venissero confermate le risultanze investigative – spiega il Sindaco -, si tratterebbe di un atto intimidatorio di una gravità assoluta ai danni non solo della consigliera Ciolfi, ma di tutta una Amministrazione che si è sempre schierata dalla parte della legalità e che continuerà a farlo senza alcuna esitazione”.

“Ringrazio l’Arma dei Carabinieri per aver fatto chiarezza su questa vicenda e per rispetto nei confronti degli inquirenti non aggiungo altro in attesa degli sviluppi futuri dell’inchiesta. A Maria Grazia Ciolfi va tutta la vicinanza e solidarietà non solo del Comune, ma dell’intera città di Latina”, conclude.
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