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Balneazione anti-contagio: piazzole di 10 mq negli stabilimenti, spiagge libere con sorveglianti, beach-volley vietato

Emesse le linee guida per la balneazione: ombrelloni al centro di piazzole da 10 mq, lettini a non meno di 1,5 mt di distanza, uso di app per non trattare banconote, niente sport di squadra, sanificazione delle attrezzature

Roma – Sarà un’estate disciplinata quella che si presenta sulle spiagge italiane. In attesa delle ordinanze dei singoli comuni costieri, sono state emesse le linee guida per una balneazione in sicurezza contro il rischio di contagio.

La disciplina è stata elaborata dalle Regioni e “le indicazioni contenute si pongono inoltre in continuità con le indicazioni di livello nazionale, in particolare con il protocollo condiviso tra le parti sociali approvato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020, nonché con i criteri guida generali di cui ai documenti tecnici prodotti da INAIL e Istituto Superiore di Sanità con il principale obiettivo di ridurre il rischio di contagio per i singoli e per la collettività in tutti i settori produttivi ed economici”.

LE REGOLE NEGLI STABILIMENTI BALNEARI

Innanzitutto l’accesso. La prenotazione non sarà obbligatoria ma è da “privilegiare l’accesso agli stabilimenti tramite prenotazione e mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 gg.”. Questo perché, in caso di uno o più casi covid-19, si potrà risalire al “focolaio” con maggiore facilità e quindi contattare chi ha frequentato quell’arenile. Anche la rilevazione della temperatura, non sarà obbligatoria ma è auspicata in quanto sarà possibile impedire  “l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C”.

Per pagare i servizi “la postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, eventualmente in fase di prenotazione”. Anche in questo caso, dunque, il ricorso alle app non è obbligatorio ma auspicabile per trattare il meno possibile le banconote, veicolo potenziale di contagio.

La preoccupazione di non creare assembramenti resta anche in spiaggia e nelle aree di servizio degli stabilimenti: “Riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso allo stabilimento in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Se possibile organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita”. Dunque, non viene vietato l’accesso libero agli impianti balneari ai fini della balneazione, articolo che riguarda il diritto all’uso del bene pubblico spiaggia. E viene smentita l’annunciata intenzione di impedire il passeggio lungo la battigia.

E veniamo alle distanze da attuare sull’arenile. “Assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 m2 per ogni ombrellone, indipendentemente dalla modalità di allestimento della spiaggia (per file orizzontali o a rombo)”. Ciò significa che mediamente tra un fusto e l’altro dell’ombrellone, sia sulla stessa fila che tra una fila e l’altra, la distanza dovrà essere di poco più di tre metri. Al contrario, “tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 m”.

Meno perentorio il capitolo sulla sanificazione dei servizi igienici: non è indicato con quale regolarità oraria questa dovrà avvenire. L’articolo, infatti, parla di “regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni, spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici, etc., comunque assicurata dopo la chiusura dell’impianto”. In caso di più turni durante la stessa giornata, “le attrezzature come ad es. lettini, sedie a sdraio, ombrelloni etc. vanno disinfettati ad ogni cambio di persona o nucleo famigliare. In ogni caso la sanificazione deve essere garantita ad ogni fine giornata”. E’ evidente che si raccomanda il ricorso agli abbonamenti per riservare la stessa piazzola e le medesime attrezzature ad un unico nucleo familiare.

LE SPIAGGE LIBERE: CI VOGLIONO I SORVEGLIANTI

Per quanto riguarda le spiagge libere, “si ribadisce l’importanza dell’informazione e della responsabilizzazione individuale da parte degli avventori nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di prevenzione“. Le linee guida sono chiare: va garantito “il rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra le persone e gli interventi di pulizia e disinfezione dei servizi eventualmente presenti“. E per assicurare queste buone pratiche “si suggerisce la presenza di un addetto alla sorveglianza. Anche il posizionamento degli ombrelloni dovrà rispettare le indicazioni sopra riportate“. Viene, dunque, rigettata la proposta al vaglio di alcune amministrazioni, come quella di Roma, di spiagge libere a numero chiuso con contapersone e buttafuori all’ingresso.

Ovunque, niente beach-volley, calcetto o calciotto: “È da vietare la pratica di attività ludico-sportive di gruppo che possono dar luogo ad assembramenti”. Al contrario, “gli sport individuali che si svolgono abitualmente in spiaggia (es. racchettoni) o in acqua (es. nuoto, surf, windsurf, kitesurf) possono essere regolarmente praticati, nel rispetto delle misure di distanziamento interpersonale”. Diversamente, per gli sport di squadra (es. beach-volley, beach-soccer) “sarà necessario rispettare le disposizioni delle istituzioni competenti” che devono ancora arrivare.