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Canottaggio, Castaldo: “Olimpiadi? Un anno in più per essere pronto al massimo”

Il bronzo di Rio 2016 non si fa problemi sullo slittamento dei Giochi. Nel 4 senza già qualificato

Un anno in più per essere ancora più preparati!” tuona Matteo Castaldo (Fiamme Oro-RYCC Savoia). Attendere, per il portacolori delle Fiamme Oro nato e cresciuto al CC Napoli ma transitato con successo anche per le casacche di CN Stabia, SC Firenze e RYCC Savoia (quest’ultima la società che lo ha traghettato tra le fila della Polizia), non è mai stato un problema.

Lo racconta la sua storia, fatta di molti titoli italiani, di importanti successi giovanili – ha conquistato due volte la medaglia d’argento iridata tra gli Under 23, nel 2004 da peso leggero sul quattro senza e poi nel 2007 sul due senza – ma di una maturità agonistica giunta attorno ai 30 anni: nel 2015, il classe 1985 ad Aiguebelette si laurea campione mondiale assoluto nel quattro senza, e da lì non si ferma più, aggiungendo al suo palmares l’anno dopo il bronzo olimpico nel quattro senza a Rio de Janeiro (sua prima Olimpiade in carriera), e poi sempre nel quattro senza due medaglie d’argento iridate (2017 e 2018), il titolo europeo nel 2017 e infine la carta olimpica per Tokyo.

In Giappone, Matteo avrà quasi 36 anni (è nato l’11 dicembre), e attende il traguardo con la pazienza che comporta il suo hobby preferito, il giardinaggio, e con il supporto della famiglia, dalla sua Francesca ai figli Laura – nata poco dopo Rio 2016 – all’ultimo arrivato Fabrizio, venuto al mondo nel 2018. Senza dimenticare papà Antonio, per tutti Nino, sempre presente sui campi di regata di tutto il mondo al suo seguito con tanto di macchina fotografica e che tanti anni fa (Matteo ha vinto il suo primo titolo italiano addirittura da timoniere, nel 1996, del due con Junior del CC Napoli con a bordo Mario Palmisano, che poi fu quarto ai Giochi di Sydney 2000 sull’otto) gli trasmise la passione per il canottaggio. Ad Antonio molti canottieri devono dire grazie, perché è grazie alle gesta di Matteo che oggi, molti giovani canottieri, non mollano i remi alle prime difficoltà, incuranti del fatto che il successo potrebbe arrivare a 30 anni suonati.

(fonte@canottagio.org)