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Res Women: Vanessa Nagni la capitana come il Capitano

Una leggenda del Calcio Femminile romano e nazionale, Vanessa Nagni, ci ha regalato uno spaccato della sua romanità, della sua fede questa maglia, con la quale ha realizzato 450 reti, e la sua immensa ammirazione per il suo Capitano Francesco Totti, del quale lei stessa ne è il suo alter ego al femminile.

di Fabrizio Baldovini

Fiumicino – Splendido parterre de Roi su RadioFaroTv,durante il classico appuntamento di Colpi di Tacco con la Res Women con la presenza del Mr. Stefano Fiorucci, del Direttore Generale Roberto Cunsolo, e della fuoriclasse e Capitana Vanessa Nagni.

Mr. Stefano Fiorucci:” …mi fanno molto piacere i complimenti dell’allenatore più forte d’Italia, Fabio Melillo…  lui è il mio maestro…“

“Vanessa Nagni è una giocatrice unica, –spiega Stefano – prima di una partita si pensano tutte le contromosse tattiche per colpire l’avversario,  e si impartiscono le indicazioni particolarmente ai ruoli alle giocatrici… a Vanessa invece  le si dice solo … tu giochi!!! … e puoi stare sicuro che solo questo ti garantisce il suo exploit , perché  lei grazie alla sua esperienza e alla sua classe, sa trovarsi da sola la posizione più giusta e vantaggiosa in campo, dove poter far male alla difesa avversaria. I leader e la gente di personalità, una campionessa come lei, nei momenti topici della partita, sanno trovare sempre  il modo e il momento giusto per caricarsi sulle spalle la squadra e le sue sorti, risolvendo con una giocata o una magia l’incontro. Come quella volta, 2 anni fa, in casa nello scontro diretto per la salvezza in serie A contro le nostre rivali del Pink Bari, quando dopo aver subito il gol che ci avrebbe condannato alla retrocessione, dopo il pareggio di testa di Manuela Coluccini, all’ultimo minuto dopo un doppio dribbling in area fece partire un tiro strepitoso di sinistro che si insacco’ nel set alla destra del portiere. Fu un gol di un’importanza unica perché rimanendo in serie A permise poi alla Res Roma di essere annessa alla AS ROMA Calcio Spa, cedendole appunto i titoli sportivi e dando la possibilità alla società di James Pallotta di giocare subito dal primo anno la massima serie. Un sogno per una società come la nostra… questa è Vanessa Nagni, che è anche allo stesso tempo un personaggio unico e importantissimo per lo spogliatoio, è il leader per il gruppo e per le più giovani, e con la quale quest’anno mi legano anche tanti aneddoti simpaticissimi come quando arrivava defilata alla partita della domenica e mi chiedeva: …con chi giochiamo oggi mister?” (Fabio Melillo, il coach di quella squadra straordinaria – “Sono intervenuto perché attratto dalla presenza del DG Roberto Cunsolo, che non vedo da tanto tempo, e del Mr Stefano Fiorucci, che è stato mio collaboratore per 7/8 anni ed è un’allenatore eccezionale, mai sopra le righe, che ha dimostrato di essere in grado di saperci fare con le giocatrici, che a differenza dei ragazzi con i quali a volte si può essere più duri, con loro bisogna essere più psicologi, persone a modo ed educate, le donne sono di cultura diversa, hanno un memoria di elefante, pesano tutte le cose e poi le devi rispettare…anche a me dopo tanto tempo mi dicono che ho 40 mogli…”). “Ringrazio e fanno molto piacere i complimenti del più grande allenatore d’Italia,  Fabio Melillo, e forse d’Europa. Lui è stato il mio maestro… Con le ragazze della Res Roma due anni fa ebbi anche la soddisfazione di allenare nel mondiale di calcio a 7 femminile, la nazionale italiana, dove fummo eliminati purtroppo in semifinale dal Brasile, che poi vinse quel mondiale, e fu una rosicata pazzesca, anche se facemmo un grande campionato e Vanessa Nagni fu la capo-cannoniera di quella edizione.”

Il DG Roberto Cunsolo:”…il progetto della Res Roma nasce da lontano ed è strutturato e gestito come se fosse una famiglia… e questo molta gente l’ha capito e si è avvicinata a noi anche per questo…”

“Ci siamo conosciuti quest’anno grazie alla Totti Soccer School, e abbiamo iniziato un cammino insieme che ci rende orgogliosi e lusingati dalla visibilità che ci date. E stasera non ci poteva essere madrina migliore del calcio femminile come Vanessa Nagni. Lei è una giocatrice a tutti gli effetti, e porta sulle sue spalle la squadra, nel bene e nelle difficoltà,dove grazie alle sue grandi qualità nel leggere la partita, riesce sempre a trovare il modo e le soluzioni giuste per risolvere le partite, realizzando gol straordinari dettati dalla sua classe e dalla sua innata istintività da grande campionessa qual è. E’ stata importantissima per la Res Roma nel passato e lo è anche adesso per la neo-nata Res Women. Vogliamo ripartire da lei, che è una pedina fondamentale, ed è ancora fortissima,non dimostra per niente la sua età ed è ancora una ragazzina e anche dopo la gravidanza ha dimostrato sul campo tutto il suo valore e il suo entusiasmo. Il progetto della Res Roma, inizio’molti anni fa quando presi la Res Roma nell’anno del primo scudetto primavera e costruimmo una squadra che poi vinse altri 2 scudetti primavera e rappresentò l’ossatura di quella squadra che poi arrivò in serie A facendo benissimo. Forse il segreto è che il progetto della Res Roma nasce da lontano ed è strutturato e gestito come se fosse una famiglia, e questo molta gente lo ha avvertito e lo avverte ancora, ed è per questo che si è avvicinata a noi …Grazie a Fabio Melillo per tutto quello che ha fatto in quegli anni, e per come ha gestito alla grande quel gruppo di ragazze riuscendo a ottenere risultati straordinari, tirando fuori il massimo da ognuno di loro. Ottenere quei risultati in un momento storico dove ancora non erano entrate le società professionistiche, non è stato facile, ed è stato frutto di tanto lavoro e di grossi sacrifici. E’ stato però proprio per questo il periodo più bello che ricordo con grande affetto e soddisfazione, poi ho avuto un’altra esperienza e adesso sono tornato con questo nuovo progetto della Res Women. Quest’anno è andata un po’ così, potevamo e dovevamo fare meglio, anche se nella seconda parte della stagione stavamo uscendo bene, però sono fiducioso che il prossimo anno faremo meglio, tra poco cominceranno le consultazioni per cercare di migliorare il gruppo magari con l’innesto di 2/3 elementi importanti capaci di farci puntare in alto, a quel primo posto che deve essere il nostro obbiettivo. Nella programmazione del prossimo anno sarà importante capire in questo momento così difficile per tutto il mondo, a livello federale cosa succederà, anche se in questo momento la FIGC e il Governo Italiano sembrano palleggiarsi la situazione, dove nessuno dei due sembra volersi prendere la responsabilità di una decisione. Spero di poter riprendere il più presto possibile, anche se in questo periodo di incertezza totale dove ogni giorno cambiano gli scenari, solo le società professionistiche sembrano in grado di poter reggere botta e affrontare i dettami del protocollo, mentre per le altre società dilettantistiche come la nostra tutto è più complicato e molte di noi rischieranno di non ripartire.”

La Capitana Vanessa Nagni:”… Questa maglia è unica… ho indossato solo questa e ne sono orgogliosa… ho chiamato mio figlio Francesco in onore del Signore del Calcio… Francesco Totti…”

“Per me, questa maglia è la vita, è unica… ho indossato solo questa e ne sono orgogliosa… questo senso di appartenenza e l’amore per questi colori mi sono stati trasmessi dalla mia famiglia, dove siamo tutti tifosi romanisti, ed è anche merito dei mister e dallo staff. La Res si sposa perfettamente con quella che è la mia fede calcistica, e l’amore per Roma e per la Roma. Io come giocatrice sono disorganizzata cronica, spesso ritardataria per i numerosi impegni che ho nella vita, però mi faccio perdonare da tutti in campo. Tatticamente sono un po’ una schiappa e con gli schemi non vado tanto d’accordo, però sono convinta  che spesso la soluzione e la posizione giusta la si trova e la si capisce direttamente sul campo, perché ogni partita è diversa ed ogni avversario è diverso e bisogna essere bravi a capire questo. Uno dei gol più importanti anche per come è arrivato è stato sicuramente quello dello scontro salvezza con il Bari 2 anni fa dove all’ultimo minuto con un tiro sotto il set sono riuscita a dare la vittoria alla Res Roma. Dopo una partita tiratissima e sotto di un gol, siamo riusciti a correre e a tirare fuori quella determinazione che ci ha permesso di vincere e di salvarci, ed il merito è stato dei mister e dello staff e della mentalità e della carica che ci trasmettevano. E’ stato il gol della disperazione e della convinzione, mi sono girata e ho tirato, senza guardare come guidata da una forza che non so descrivere. Quel gol poi ci ha regalato la Roma e il professionismo. Io a volte quando perdo o sbaglio prendo e me ne vado via, so che è sbagliato soprattutto per le tante persone che ci seguono e ci vogliono bene, ma io sono fatta così, è il mio carattere, poi però mi faccio perdonare e tutti mi rispettano… Ho chiamato mio figlio Francesco per il Papa… no scherzo, l’ho chiamato così per il Signore del Calcio… Francesco Totti, il Dio del Calcio. Il post parto è stato un periodo duro per me perché con la gravidanza avevo preso 20 chili e tornare in forma non era  facile, ma grazie all’aiuto delle mie compagne e delle loro mamme, che in allenamento e in partita mi tenevano Francesco ce l’ho fatta e dopo pochi mesi dal parto ero già in campo, e ho risposto con i fatti a chi diceva che dopo la nascita di mio figlio non sarei più tornata come prima. Il tifo della Res è unico… gli IrRESponsabili sono ragazzi unici, straordinari, in tutta Italia non c’è un tifo organizzato e fantastico come il loro. Hanno fatto e mi hanno dedicato scenografie uniche indimenticabili e ogni volta è stata un’emozione incredibile, indescrivibile. Entri in campo e fino all’ultimo non sai niente, e poi quando la tirano fuori ti prende un blocco allo stomaco, è un’emozione troppo forte, che non sai gestire tanto che spesso i primi 10 minuti della partita quasi non riuscivo a giocare. Questi ragazzi ci hanno dato tanto e senza di loro non sarebbe stata la stessa cosa, ci davano una carica incredibile, quel gruppo era straordinario, le ragazze anche… anche se dicono che sia Mister Melillo che Mister Fiorucci hanno perso i capelli per colpa mia… Non vediamo l’ora di riprendere a giocare e noi ci stiamo preparando bene tutti i giorni, grazie allo staff che ti segue anche la domenica e ci controllano anche il peso, e grazie a loro non abbiamo mai perso il legame tra di noi della squadra e quando torneremo sarà come non essersi mai staccati definitivamente… il nostro è un gruppo molto unito dove non c’è differenza tra le veterane e le ragazze più giovani, dove tutti possono sbagliare e tutti possono imparare, anche a 50 anni. C’è rispetto tra di noi e molta umiltà, siamo tutte unite per questo. L’esperienza del mondiale calcio a 7 con le mie compagne della Res e il mister Fiorucci è stata unica e bellissima dove ho avuto anche la soddisfazione di laurearmi capocannoniere del torneo, purtroppo siamo state eliminate dalle campionesse del Brasile e io in finale sono arrivata tardi come mi succede spesso a causa dei turni del mio lavoro e questo è il mio rimpianto, ma purtroppo noi giocatrici in Italia siamo ancora Dilettanti e a differenza dei professionisti  dobbiamo naturalmente lavorare per mantenerci. E comunque amo il mio lavoro presso un museo privato di un unico collezionista dove ci sono più di 150 esemplari di carrozze d’epoca, dove ci sono pezzi unici del ‘700 e dell’800, ma anche esemplari di carrozze e bighe che sono stati impiegati in famosi set cinematografici storici come la biga di Ben-Hur , quella del Gladiatore, del Marchese del Grillo, la diligenza di Ombre Rosse ecc… e facciamo servizio di noleggio anche per i matrimoni…”

Cara Vanessa ci viene naturale una riflessione… Dove poteva lavorare, se non su una carrozza regale, la Regina del Calcio Femminile romano e nazionale?

(Il Faro online)