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Il sogno olimpico più forte del tempo, Gentili: “Non importa l’attesa, voglio andare a Tokyo”

Il campione azzurro del quattro senza punta alle Olimpiadi. Non pesano altri mesi da aspettare. L’atleta delle Fiamme Gialle è determinato

Roma – “Non importa se dovrò allenarmi un altro anno! Quello che conta è credere in me stesso e realizzare il mio sogno!”. Forte della sua giovanissima età – compirà 23 anni a inizio luglio – Giacomo Gentili (Fiamme Gialle-SC Bissolati) non ha paura di un anno ancora di attesa relativamente alla sua strada verso i Giochi di Tokyo.

Sarà quell’aura da predestinato (è uno dei sette azzurrini ad aver vinto, nei 50 anni di storia della manifestazione, il titolo mondiale Junior in singolo), sarà che da quando ha preso in mano le redini del quattro di coppia a capovoga, il quadruplo azzurro è tornato agli antichi fasti – titolo mondiale nel 2018, bronzo iridato e qualifica olimpica nel 2019, oro europeo nel 2018 e argento l’anno successivo, sempre con la medesima formazione, con alle sue spalle nell’ordine Luca Rambaldi, Andrea Panizza e Filippo Mondelli – fatto sta che il giovane cremonese plasmato da Luigi Arrigoni e oggi alla corte di Rocco Pecoraro affronta con decisione e un pizzico di sfrontatezza il posticipo dei Giochi Olimpici.

Dall’alto del suo metro e 96, Giacomo scruta l’orizzonte con quella stessa determinazione che gli ha permesso di conquistare sin qui in carriera, oltre ai successi già citati, anche due bronzi iridati Under 23 nel quattro di coppia oltre a due titoli europei Junior, uno in singolo e uno ancora nel quadruplo, specialità nella quale ha vinto anche un bronzo continentale nel 2017, primo mattone messo insieme con Andrea Panizza (con loro c’erano Emanuele Fiume e Romano Battisti) della rinata epopea della barca dei Cavalieri delle Acque azzurri.

A livello nazionale, Giacomo ha sin qui messo in bacheca ben 11 titoli italiani, ma, ironia della sorte, uno solo è giunto in singolo: quello Under 23 nel 2015, quando ancora Junior mise in fila tutti gli avversari, Pippo Mondelli incluse, che chiuse terzo per la Moltrasio. Oggi, entrambi sono letteralmente sulla stessa barca. E non importa se dovranno lavorare ancora un altro anno. Anzi, nel caso di Filippo è meglio così, e questo lo sa bene anche Giacomo Gentili.

(fonte@canottaggio.org)