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Ostia, assalto alle spiagge: pochi controlli, complice una ordinanza poco chiara

Folla di bagnanti in costume al sole nonostante il divieto. Ordinanza dubbia. Vu cumpra' senza guanti e mascherine

Ostia – Alla fine le forze dell’ordine hanno chiuso tutti e due gli occhi. Impossibile contenere la folla di romani assetati di sole e di mare. Così vigili urbani, polizia, carabinieri, guardia costiera e guardi da finanza hanno fatto finta di non vedere chi si è goduta la giornata sulla spiaggia in costume da bagno disteso al sole come una lucertola.

Primo week end post lockdown a Ostia. In migliaia hanno ignorato il divieto di fermarsi sulla spiaggia stabilito dall’ordinanza sindacale. E le forze dell’ordine hanno fatto lo stesso, evitando di sanzionare chi non si è attenuto alla prescrizione (multa fino a 250 euro e denuncia penale).

In realtà gli uomini e le donne in divisa hanno limitato l’atto di mettere piede sulla sabbia perché l’ordinanza firmata dalla sindaca Virginia Raggi si presta a interpretazioni. Infatti, aver autorizzato la pratica sportiva e l’attività fisica sulla spiaggia si può intendere anche stendere un telo per fare ginnastica libera oppure yoga. E non è vietato praticare l’attività in costume.

Bagnanti sulle spiagge libere della Litoranea

Come se non bastasse, poi, i controlli sono stati fortemente limitati anche per ragioni di ordine pubblico: nella mattinata ci sono state due manifestazioni in X Municipio (ambulanti prima e centri sociali dopo) che hanno spostato lontano dalle spiagge l’attenzione delle forze dell’ordine.

Peccato che i romani abbiano trovato le spiagge libere sporche dei rifiuti rilasciati dalle mareggiate invernali. E peccato che gli stabilimenti balneari non siano ancora autorizzati ad aprire al pubblico.

A destare perplessità è stata l’invasione di venditori abusivi. E tra i bagnanti c’è chi si è lamentato che i vu cumpra’ non indossavano guanti e mascherine.

Così, giornata d’assalto e senza contrasto. Chi non se l’è sentita di scendere in spiaggia ha affollato il lungomare e il Pontile, mete tradizionali dello struscio.

Foto di Emanuele Valeri