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Alitalia, il piano di rilancio alternativo del miliardario German Efromovich

Patron del gruppo Synergy, Efromovich è pronto ad investire fino a un miliardo di dollari nella compagnia italiana, puntando su tratte intercontinentali e lo sviluppo degli hub di Fiumicino e Malpensa

Fiumicino – Problemi complessi hanno raramente soluzioni banali, ma ciò che conta è che una vera soluzione si trovi. Eppure, nonostante sia rincorsa da decenni, una soluzione duratura e soddisfacente per Alitalia ancora non è stata trovata. Ciò che resta è una storia di declino, crisi e potenziale inespresso che si rinnova infruttuosamente dagli anni ’90 fino ad oggi.

Ma c’è ancora oggi una soluzione per il rilancio concreto della compagnia di bandiera italiana diverso dall’intervento pubblico? Un’alternativa esiste. Il piano alternativo di rilancio è quello di German Efromovich, miliardario sudamericano e patron di Synergy Group, con alle spalle una storia di successo nel rilancio della compagnia aerea colombiana Avianca.

Consigliato da Antonio Guizzetti, presidente della società di consulenza internazionale G&A e adivsor dell’imprenditore sudamericano, il patron di Synergy è deciso ad entrare nel capitale di Alitalia, forte della grande esperienza nel campo del trasporto aereo e dei successi passati, convinto che Alitalia abbia le carte in regola per diventare una protagonista del mercato del trasporto aereo.

Il Faro online ha avuto la possibilità di parlare direttmente con German Efromovich in un incontro virtuale a cui hanno partecipato i prinicpali quotidiani italiani, con la posibilità di fare chiarezza sul piano dell’imprenditore per l’acquisizione e il rilancio della nostra compagnia di bandiera.

Il potenziale di Alitalia

Alitalia può ripartire dalla crisi con nuovo slancio e nuove opportunità. L’Italia è uno delle più importanti mete turistiche al mondo e merita una rete di collegamenti aerei degna della sua importanza” sostiene Efromovich. “Ho appreso che tra le varie opzioni prese in considerazione dal governo c’è quella di trasformare Alitalia in una compagnia più piccola, basata sulla copertura di tratte regionali, quasi una low-cost, e penso che sarebbe un grave errore”

“Gli aeroporti di Fiumicino e Malpensa – prosegue Efromovich – possono e devono diventare hub strategici a livello europeo, non semplici punti di scalo, con voli di collegamento diretti con l’Asia e le Americhe”. L’imprenditore sostiene infatti che una riduzione di scala per Alitalia non sia sostenibile e, soprattutto, sia uno spreco del suo potenziale.

La sua strategia prevede che la flotta sia composta da aerei di media dimensione, adatti a coprire tratte medio-brevi, ma anche da aerei in grado di coprire tratte intercontinentali, con l’obiettivo di raggiungere un rapporto sostenibile (e profittevole) tra costi e ricavi, basato sullo sfruttamento efficiente dei posti disponibili a bordo.

Aereo medio raggio Alitalia

Il piano di Efromovich per Alitalia prevede un equilibrio tra copertura di tratte a breve e lungo raggio

Replicare il successo di Avianca in Alitalia

Una domanda sorge a questo punto spontanea: per quale motivo l’imprenditore è convinto di riuscire dove tanti prima di lui hanno fallito, ovvero nel risanare finalmente Alitalia? Efromovich risponde: “Perché non è una semplice questione di soldi: serve qualcosa di più. Servono l’esperienza maturata in tanti anni nel settore e soprattuto il know-how frutto del successo nel risanamento di una realtà molto simile ad Alitalia. Acquistammo Avianca quando era sull’orlo della bancarotta: oggi è il secondo vettore più grande del Sud America.”

Tramite il suo gruppo Synergy, Efromovich si è infatti reso protagonista del rilancio della compagnia aerea colombiana Avianca. Acquistata nel 2004 in un momento drammatico per la società (la compagnia si trovava infatti a un passo dal fallimento) in pochi anni il risanamento si trasformò in una vera e propria rinascita. Sotto la sua guida, riporta orgogliosamente l’imprenditore, Avianca è arrivata ad essere la seconda compagnia aerea più grande dell’America latina per numero di passeggeri.

I piani per la forza lavoro

Gli errori gestionali e industriali passati di Alitalia sono evidenti. – prosegue Efromovich tornando a parlare di Alitalia – bisogna andare sulle tratte dove gli altri non vogliono andare e il costo della forza lavoro deve diventare paragonabile a quello delle altre compagnie aeree”.

Sollecitato dalla domanda de Il Faro online su quali siano le sue intenzioni dal punto di vista occupazionele egli aggiunge: “Terremo tutti i lavoratori che possiamo, tutti quelli che servono per mandare avanti la compagnia. Non posso tuttavia entrare nei dettagli fino a quando non avremo un piano industriale più definito”.

La difficoltà nel ricevere risposte dalle autorità

Il Ministro Patuanelli

Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico

Se c’è un interesse concreto per l’acquisto, per quale motivo il piano industriale non è ancora pronto nel dettaglio?

Come riportano sia Efromovich che il suo advisor Guizzetti, ottenere informazioni precise dai vertici di Alitalia e dal Governo è stato tutt’altro che semplice, ma anzi estremamente complesso.

In merito ai contatti con rappresentanti del Governo, in particolare il Ministro dello Sviluppo Economico Patunelli, il patron di Synergy racconta che “Non siamo riusciti ad avere alcun contatto recente. Sarei più che felice di incontrare un rappresentatne ufficiale delle autorità italiane e discutere di Alitalia. Alitalia può andare avanti, essere una grande compagnia e portare turismo. Non abbiamo paura della concorrenza. Non abbiamo conflitti di interessi né paletti insormontabili. Se qualcuno del governo vuole parlarci noi siamo pronti.”

Partnership e disponibilità a investire

Siamo disposti ad acquistare Alitalia interamente – afferma Efromovich – ma non siamo contrari ad una partership, sia essa con altri privati o con lo Stato”. L’imprenditore aggiunge tuttavia un unico paletto: “L’unica cosa che conta è avere la libertà di prendere decisioni senza interferenze politiche“.

Alla domanda su quanto il gruppo Synergy, di cui Efromovich è a capo, sia disposto ad investire nella compagnia il patron risponde “Non abbiamo risorse infinite, ma siamo pronti con il nostro gruppo ad investire la cifra necessaria per far funzionare appieno la compagia. Riteniamo che i 3 miliardi recentemente previsti dal previsi dal Governo siano troppi e innecessari, ancora di più se l’idea sia quella di rimpicciolire la compagnia, ma non avremmo problemi ad investire direttamente fino ad 1 miliardo di dollari.”

German Efromovich ha delle idee molto chiare per il futuro di Alitalia. In una storia turbolenta e a tratti priva di una direzione chiara come quella della compagnia di bandiera italiana, chissà che non possa essere questa una valida alternativa per la scrittura di un nuovo capitolo di successo.

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