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Belli sul Ramadan all’aperto: “800 persone al parcheggio Albergotti, il divieto di assembramento è solo per i romani?

"Cosa hanno di sbagliato le nostre funzioni religiose, dai matrimoni ai funerali, dove tutto è proibito o consentito con la presenza dei congiunti al contagocce?"

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Roma – “Questa mattina a Roma, dalle ore 7 fino alle 11, regolarmente autorizzata dalla Questura, si è svolta al parcheggio Albergotti, in zona parco del Pineto in via della Pineta Sacchetti, la cerimonia di chiusura del Ramadan cui ha partecipato tutta la comunità bangladina presente sul territorio del nostro municipio – informa in una nota Angelo Belli, Coordinatore Lega Municipio XIII – Sono esattamente 9 anni che si ripete questo appuntamento al Pineto e lo abbiamo sempre guardato con il rispetto e la sensibilità che meritano le professioni di altri culti religiosi.

Quest’anno però, in osservanza alle disposizioni di salvaguardia personale contro il Covid-19 emanate dalla Questura, dalla Prefettura e dal Comune di Roma, ci saremmo aspettati un parere contrario da parte delle istituzioni a qualsivoglia forma di aggregazione sociale. Mai avremmo creduto – prosegue BELLI nella nota – che potessero esistere in democrazia disposizioni di legge ‘ad personam’: perché alla comunità straniera viene permessa una manifestazione di piazza? Perché si concede ad un gruppo un’opportunità di assembramento dove, seppure con tutti in mascherina e con la sanificazione di rito delle mani tramite detergenti antibatterici e antivirali, si è creato, comunque, in circa quattro ore di riunione, un innegabile fenomeno di aggregazione di almeno 800 persone, scaglionate un centinaio per volta durante la giornata?

Fa davvero male pensare, invece, che tutti i bambini romani sono da tre mesi lontani dalle aree giochi a loro riservate perché questi spazi non sono ancora stati adeguatamente sanificati dall’amministrazione comunale e si ritiene tutt’ora ‘pericolosissima’ la presenza di più bimbi all’interno di un’area giochi.

E cosa hanno di sbagliato le nostre funzioni religiose – continua Belli – dai matrimoni ai funerali, tutto è proibito o consentito con la presenza dei congiunti al contagocce, tanto da mettere sotto un treno interi settori professionali, dal wedding al catering, agli studi fotografici…tutti in profonda crisi lavorativa a seguito delle disposizioni anti Coronavirus.

Ma – conclude Belli – quel che è certo è che la discriminazione al contrario, cioè quella a danno dei cittadini romani e italiani, attuata palesemente da questo governo e da questa amministrazione pentastellata avrà a breve giro la risposta di piazza che merita”.

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