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Ecco “Bee Safe”, il progetto per vivere il mare in sicurezza e senza rinunce

Una serie di strutture esagonali che garantiscano il maggior benessere possibile e, allo stesso tempo, il rispetto delle norme sul distanziamento sociale: è l'idea di Giorgia Tamantini, giovane architetto di Viterbo

In tanti si chiedono come sarà l’estate 2020: le misure anti-Covid, infatti, promettono una stagione balneare quantomeno particolare. Le domande sono molte, e nessuna è troppo banale. Varrà la pena andare in spiaggia? Si potrà prendere il sole? Ma, soprattutto, ci si potrà godere il mare senza sentirsi al confino, o in gabbia? Ebbene, con “Bee Safe”, progetto del giovane architetto Giorgia Tamantini, si potrebbe.

progetto bee safe

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Tamantini ha infatti ideato un’innovativa struttura che consentirebbe agli stabilimenti balneari di garantire il distanziamento fra i bagnanti senza però dover sprecare inutilmente spazio. “La loro forma esagonale, che ricorda l’interno di un alveare – spiega -, non è solo funzionale al gioco di parole: è, infatti, quella che consente più configurazioni possibili e che, quindi, può più facilmente adattarsi alle peculiarità di ogni stabilimento”.

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“L’idea di base – continua Tamantini – è quella di assicurare, oltre al rispetto delle misure di sicurezza, il maggior benessere possibile. Per questo, ho disegnato delle strutture molto leggere, talmente semplici da montare e smontare che chiunque possa essere in grado di farlo: un po’ come i mobili di Ikea. Questi moduli, inoltre, sarebbero realizzati con materiali facili da reperire e a basso costo, possibilmente ecosostenibili (come legno e tessuti naturali). Secondo le mie stime, una spiaggia di 6000 metri quadri di superficie potrebbe ospitare fino a 600 persone in 150 moduli, distanti un metro l’uno dall’altro, al cui interno sarebbe comunque garantito il distanziamento sociale: ogni esagono, infatti, ha un diametro di 5 metri e uno spazio interno di circa 16 metri quadri. Ognuno di questi potrebbe ospitare una famiglia o un piccolo gruppo di amici”.

“La caratteristica fondamentale di queste strutture – prosegue – è la loro trasformabilità: sia, come abbiamo già detto, in termini di configurazione esterna, ma anche interna. E’ infatti possibile aprire e chiudere i teli che compongono il modulo, creando dei separé o delle tende per ripararsi dal sole, in base alle necessità di ognuno. Altra importante caratteristica è la loro inclinazione diagonale: con una variazione dell’altezza del modulo da 55 centimetri a 2,3 metri, la forma dell’esagono consente il passaggio dell’aria – evitando così che questa ristagni – e garantisce a tutti i bagnanti una vista sul mare”.

Se vuoi saperne di più, puoi visitare il sito web di Giorgia Tamantini cliccando qui.

(Il Faro online)