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Il senso della vita. La diversità: il webinar per l’inclusione sociale, con Arturo Mariani e Simone Perrotta

Si è svolto il 22 maggio l’evento via web per promuovere la diversabilità e l’integrazione sociale. I campioni dello sport presenti, insieme agli studenti del Giovanni Paolo II di Ostia

Roma – Una videoconferenza per un mondo migliore. Per unire due mondi. Distanti ma uniti tra loro, nello stesso tempo. Normodotati e disabili hanno lo stesso cuore e la stessa anima, seppur in condizioni fisiche differenti. Ma quelle non contano se si guarda oltre con intelligenza e sensibilità. Con normalità. E’ quello che hanno dichiarato i protagonisti dell’evento via web.

L’inclusione è l’obiettivo di tutti i giorni e anche quello che lancerà una mano verso il futuro, per manifestazioni sempre più importanti che possano abbattere il muro della diversità. Sia in ambito fisico, come in quello culturale. Sia nel contesto religioso, che in quello di razza. Verso un mondo migliore allora. Arturo Mariani, ex calciatore della Nazionale Italiana di calcio amputati, protagonista ai Mondiali in Messico nel 2014, il cestista del Santa Lucia Basket Salim Chakir, arrivato in Italia da bambino e innamorato della terra tricolore. Con loro in videoconferenza anche Simone Perrotta, campione del mondo in Germania nel 2006 con la Nazionale di calcio di capitan Cannavaro, Francesco Pastorella, consulente di Roma Cares e ideatore di tante iniziative di beneficenza, volte ad aiutare chi ha più bisogno. Hanno partecipato anche alcuni giovani calciatori delle giovanili della Roma, tra cui Ethan Bouah e Riccardo Pagano. Insieme a questi ultimi Stefano Censoni, responsabile degli eventi di Sofi e Beeinclusion.

Promotrici di questa interessante videoconferenza, proprio esse. Sofi è una organizzazione volta a promuovere la diversità in modo che possa essere compresa e accettata (Superare Ogni Forma di Isolamento) questo è l’acronimo della sigla. Beeinclusion, azienda che ha le stesse finalità. In associazione con l’Istituto Internazionale Paritario Giovanni Paolo II, del quale era presente il vicepreside Ottavio Di Paolo insieme agli studenti dello stesso, non hanno fatto mancare la loro presenza anche Roma Cares e la Opes Italia (Organizzazione per la Promozione dello Sport, ente di promozione sportiva). Una squadra allora via web per condurre la diversità là dove la normalità sia un futuro comune per tutti. Dire di no alle diversità appunto e aprire le porte all’inclusione. E proprio nel giorno del Global Accessibility Awareness Day, i protagonisti dell’evento hanno portato avanti il messaggio della bellezza della diversabilità. Lo scorso 22 maggio si sono sentite storie che hanno cambiato vite. Storie che oggi fanno da esempio per i giovani e per la stessa società, soprattutto in un momento di crisi sanitaria, come quello che l’Italia sta vivendo in questi giorni di coronavirus. Parole importanti, di peso.

In questo webinar “Il senso della vita. La diversità” lo ha testimoniato Arturo Mariani. L’ex azzurro e scrittore ha detto: “Il 10% della tua vita è rappresentato da quello che accade, il 90% dalle tue reazioni. Il primo giorno delle superiori ho tolto la protesi davanti a migliaia di persone che non conoscevo. Ha rappresentato la mia svolta”. Arturo divulga quotidianamente il suo messaggio di vita, soprattutto via social. L’atleta tricolore e azzurro della Nazionale Fispes sin dal 2012, è nato senza una gamba. Con orgoglio e serenità Mariani è riuscito a ribaltare il destino e a prendersi la sua vita: “Nel 2012 sono entrato a far parte della Nazionale – ha proseguito – nel 2014 ho giocato il Mondiale in Messico”.

Simone Barlaam

Lo sport è fondamentale per includere, appunto. E’ un mondo in cui hanno trovato riscatto sociale tante persone. Oggi le Paralimpiadi sono una delle manifestazioni più importanti al mondo e il mondo ha compreso la bellezza della diversità e la forza del cuore di una persona che reagisce, guardando oltre: “Faremo in futuro molti eventi con il tema della diversità. Per accettarla e promuoverla, come punto di forza della società. Come svolta di vite e di storia sociale”. Lo ha detto Censoni via web. Durante la videoconferenza il membro di Beeinclusione e Sofi ha chiarito: “Vogliamo abbattere i muri di tutte le diversità esistenti. Abbiamo in mente di svolgere eventi in collaborazione con il Comitato Olimpico Italiano e con il Comitato Italiano Paralimpico”.

Martina Caironi agli Europei di Berlino (foto@Mantovani)

Martina Caironi, Oxana Corso, Alex Zanardi, Federico Morlacchi, Simone Barlaam, Giuseppe Campoccio, Tapia Oney, Bebe Vio. Solo alcuni dei campioni e campionesse che hanno dimostrato di essere superiori alle difficoltà della vita. Proponendo messaggi positivi di futuro e di sviluppo culturale: “La nostra proposta è quella di entrare nelle scuole, ci piacerebbe farlo. Vogliamo organizzare incontri con i ragazzi normodotati insieme agli atleti paralimpici. Far capire loro che cosa significhi trovarsi dall’altra parte, per tendere mani e cuori”.

E il muro dell’egoismo è spesso abbattuto dalle iniziative di Roma Cares. Lo ha detto direttamente Pastorella: “La nostra missione nata nel 2013 è quella di aiutare le persone in difficoltà. Roma Cares è una piattaforma in cui i tifosi trovano conforto e supporto. Abbiamo fatto molto in questo periodo di emergenza covid-19. Abbiamo aiutato ospedali e operatori sanitari. Abbiamo dato appoggio alle famiglie, siamo andati nelle periferie romane, abbiamo dato conforto a detenuti e consegnato pacchi alimentari e non solo agli anziani”. Il cuore dello sport per il cuore  delle persone. Per un mondo migliore allora. Sono tanti i giocatori giallorossi che partecipano a queste iniziative. Pastorella ha sottolineato: “Kolarov ci chiede spesso di partecipare alle iniziative di Roma Cares. Vuole andare negli ospedali. Chi ha la possibilità, secondo noi, deve mettersi al servizio di chi ha bisogno”. Pastorella poi ha proseguito: “In un periodo così difficile dal punto di vista socio-economico ci siamo sentiti in dovere di fare. Possiamo condizionare le prese in giro, isolare l’ignoranza e combattere il bullismo. Le attività per l’integrazione e l’annullamento delle diversità sono il nostro fiore all’occhiello e mi rendono molto fiero dell’attività. Penso a quella con l’AS Roma 2000, l’unica scuola calcio per non vedenti in Europa, e a “Calcio Insieme”, progetto di calcio integrato che permette a 68 ragazzi con autismo di giocare a pallone”.

Arturo Mariani

Il discorso del bullismo e quello dell’integrazione sono i grandi temi del secondo decennio del 2000. E lo sport può fare molto e molto anche ha fatto, in questi anni. Come fa Roma Cares. Ma non solo. Lo stesso Chakir racconta una storia a lieto fine: “Ho dovuto fare i conti con insulti immeritati e sciocchi – ha detto il cestista del Santa Luciama ora gioco in Serie A e sono felice. E appena prendo la cittadinanza italiana spero di giocare con la Nazionale”. La pallacanestro lo ha salvato, i valori dello sport, che sono metafora della vita lo hanno fatto. Oggi è un atleta forte e orgoglioso della sua storia. Una grande società storica come il Santa Lucia ha unito vite e scritto pagine importanti di sport e di rinascita. L’Italia è stata la culla di tutto questo.

Il Dott. Antonio Maglio

Antonio Maglio cominciò a riabilitare i feriti di guerra ad Ostia. Al CPO di Ostia Lido il medico che poi portò le Paralimpiadi a  Roma 1960, cambiò la storia. Fu quello a cui tutti gli atleti oggi e le persone con disabilità devono vite e rinascite psicologiche e fisiche. Non può esimersi allora l’Italia probabilmente, nell’essere punta di diamante in tali iniziative solidali.

Non esistono condizioni superiori alla diversità. Il campione del mondo con l’Italia di Marcello Lippi Simone Perrotta lo ha detto chiaramente : “Le diversità sono elementi da preservare, sono cresciuto grazie a loro. Vanno accettate. Gli errori che bisogna evitare di commettere è sentirsi superiori alle diversità. Non sarei mai diventato quello che sono, se non mi fossi confrontato con culture diverse. Escludere le differenze non significa allontanarle, ma essere capaci di dare a tutti le stesse opportunità, come fa anche Roma Cares”.

Simone Perrotta campione del mondo 2006

L’ex calciatore della Roma ha poi dato un consiglio agli studenti in collegamento: “Qualsiasi ambito lavorativo è come la vita, ci sono momenti positivi e negativi. I secondi sono il tema di oggi, sono loro a cui dobbiamo reagire e che ci danno la spinta per migliorarci. La fortuna di ognuno di noi è riuscire a trovare il proprio talento, scoprirlo e lavorarci sopra”.

Non si migliora il mondo solamente divulgando la positività della diversabilità, ma anche aiutando i giovani a trovare la propria strada. Come un atleta che scatta dai blocchi e va verso il traguardo. Solo seguendo talento ed istinto riesce a piombare sulla linea finale della gara e a salire sul podio. Lo sport è la metafora della vita e la diversità è la sua ricchezza. Tanti colori tutti insieme, fanno l’arcobaleno.

(Il Faro on line)(in foto copertina: un momento della conferenza)