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Ardea, assistenza scolastica, Clazzer: “Servizio in difficoltà, il Sindaco faccia chiarezza”

Clazzer: "Chi sta aderendo al servizio lo fa solo grazie ad altri genitori tramite passa parola, a causa delle precarie informazioni sul sito istituzionale"

Ardea – “L’Amministrazione comunale di Ardea deve fare immediatamente chiarezza sui problemi e sulle criticità inerenti il servizio Aec, l’assistenza educativo e culturale scolastica per i bambini disabili del territorio di Ardea. Dal giorno della chiusura delle scuole a causa della pandemia, infatti, il servizio era stato sospeso. Solo a metà maggio è stato riattivato ma solamente in modalità video: modalità già difficile da seguire per tutti i bimbi, figuriamoci per i bimbi con difficoltà il disagio quanto possa risultare amplificato”. Così, in una nota, Lorena Clazzer, responsabile del Dipartimento Sociale del comitato “Cambiamo Ardea”.

“Quando finalmente – continua -, seppur con ritardo, il Comune di Ardea ha deciso di rimodulare il servizio in ottica domiciliare, ecco ulteriori problemi legata alla carente e precaria informazione sul sito istituzionale in merito all’accesso del servizio stesso. Una realtà che sta causando caos e perplessità all’interno della comunità di Ardea, che chiede chiarezza sulla delicata questione”.

Quei pochi che stanno aderendo, lo stanno facendo solo grazie alle informazioni prese da associazioni di settore e dai genitori che fanno passa parola. Le modalità per richiedere il servizio sarebbero tramite pec o richiesta protocollata a mano al comune: la prima non tutti ce l’hanno, la seconda non tutti la riescono a fare. Una situazione paradossale”.

“Alla luce di tutto questo – aggiunge Clazzer – mi chiedo: se il servizio Aec è un servizio scolastico già attivo per l’anno in corso, perché tanta perdita di tempo? Perché è il genitore a dover richiedere un servizio quando le famiglie dovevano solo essere contattate per decidere se scegliere un servizio domiciliare o mantenere un servizio video? Perché non è stata la scuola o la cooperativa stessa a contattare le famiglie?

“Premetto che – conclude – ancora non tutti i genitori dei bambini disabili sono a conoscenza della possibilità di aderire ad un servizio domiciliare, ed alcuni nemmeno per il servizio in modalità video. Urgono risposte concrete e subitanee dal Sindaco e dalla Giunta di Ardea”.​
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