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Ostia, lungomare ciclopedonale: “No, grazie” per la Cisl

Lungomare semichiuso alle auto dalla Rotonda alla ex Colonia: la reazione della CISL

Ostia – La sindaca Virginia Raggi annuncia quattro km di lungomare riservato per metà solo a pedoni e biciclette, ma la CISL dice “No, grazie“.

È ferma la presa di posizione da parte della CISL, sia nella sua componente di Polizia Locale che di Segreteria Generale Litorale. Mentre la prima si preoccupa dell’aspetto legato alla sicurezza, la seconda evidenzia la grave discriminazione nei confronti delle fasce più deboli per raggiungere le spiagge e mette in guardia l’amministrazione sulle pesanti ripercussioni occupazionali.

LA CISL POLIZIA LOCALE

A commentare sono il delegato RSU CISL Funzione pubblica Raffaele Paciocca e Andrea Venanzoni, dirigente CISL FP . “Preoccupa il progetto di parziale pedonalizzazione del lungomare lidense. Preoccupa perché ancora ricordiamo nitidamente le complicazioni e le implicazioni di precedenti, assai sfortunate, iniziative e su cui già all’epoca abbiamo avuto modo di esprimerci in maniera critica. Non c’è pregiudizio ma solo sano realismo, oltre ad expertise tecnica: a preoccuparci maggiormente sono le conseguenze sulla piena operatività del gruppo X Mare e sulla sicurezza delle donne e degli uomini della polizia locale che saranno chiamati ad operarvi. Dobbiamo pertanto rammentare come una pedonalizzazione parziale rechi con sé problemi notevoli di impatto sulla viabilità cittadina, comportando un organico ridisegno complessivo della viabilità, cosa questa che necessita di un piano amministrativo ben preciso e formale, anche per permettere ai lavoratori della polizia locale di poter operare con efficienza, efficacia e in sicurezza. Un progetto del genere deve passare per un iter complesso di studio, analisi e progettazione, un iter composto e punteggiato dagli interventi di vari organi, tra cui la Polizia di Stato per la parte attenente la safety e la Polizia locale per la rimodellazione della segnaletica e della disciplina di traffico: il fine ultimo è verificare la fattibilità e la fruibilità in piena sicurezza tanto per la cittadinanza quanto per gli operatori chiamati eventualmente a intervenire.
Non entriamo nel merito della iniziativa ma vogliamo che sia realizzata in piena rispondenza al dato normativo, da quello viabilistico a quello sulla sicurezza pubblica. Il rischio è non solo e non tanto la potenziale paralisi della viabilità irradiata dalla chiusura parziale della carreggiata o il caos parcheggi che inevitabilmente ne seguirà, ma anche quello connesso garantire alla sicurezza dei pedoni e dei fruitori del tratto pedonalizzato, del flusso veicolare che rimarrà in essere su una porzione del lungomare con indirizzi di marcia del tutto cambiati e degli stessi operatori, ad oggi in numero del tutto insufficiente tra Litoranea, pedonalizzazione e ordinari compiti di istituto e chiamati a governare una situazione di gravosissima complessità”.

LA SEGRETERIA GENERALE LITORALE

Per Valerio Faccini, segretario generale CISL Litorale romano, il progetto “è un’assurda follia“. “Abbiamo già vissuto questo film – esordisce Faccini – e fu un fallimento nonostante il tentativo di animare l’isola pedonale con attività di richiamo. In questo caso ci troviamo a pedonalizzare il deserto: non attività culturali, non animazione, non shopping. C’è poi un aspetto sociale che deve essere la priorità nelle valutazioni dell’amministrazione: gli anziani e i disabili impossibilitati a raggiungere il lungomare in auto, non potrebbero fruire delle spiagge. Il Campidoglio e il X Municipio ci ripensino: dopo un inverno di gelo economico indotto dall’emergenza coronavirus, questa pedonalizzazione avrebbe anche gravi ripercussioni occupazionali per le attività legate alla balneazione e alla ristorazione“.