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Civitavecchia Rugby, D’Angelo: “Lavoriamo al protocollo. Dubbi per il futuro”

Allenamenti senza pallone, probabilmente neanche per l’inizio della prossima stagione. Il protocollo proprio e i piani incerti per il futuro

Civitavecchia – Il Civitavecchia Rugby scende in campo per gli allenamenti senza pallone ovale. In uno sport in cui il contatto tra avversari è costante, la Federugby indica le linee guida con un proprio protocollo.

Il presidente D’Angelo descrive la situazione attuale della società e i passi per la sicurezza degli atleti.

Stiamo recependo il protocollo della Federazione Nazionale Rugby che purtroppo vieta l’utilizzo del pallone – dice D’Angelo –  ce lo aspettavamo, non è una sorpresa. Quindi ci sarebbe solo l’opportunità di fare attività atletica all’interno del nostro impianto Moretti della Marta”. E prosegue: “All’interno della struttura convivono tre realtà, oltre alla nostra la Tirreno Atletica, e poi la gestione dell’Arpastum da cui aspettiamo il protocollo che possa garantire un accesso sicuro da parte degli atleti all’interno dell’impianto stesso. Nel frattempo stiamo lavorando ad un protocollo nostro che trasmetteremo all’Arpastum stessa in modo da capire le dinamiche di ripartenza. L’obiettivo prioritario è quello di garantire la salute dei nostri atleti”.

Sicurezza per la prima squadra come per le giovanili. D’Angelo sottolinea: “Un discorso che riguarda anche Under 16,18 e Seniores, mentre per le altre categorie abbiamo deciso di rinviare l’inizio della stagione a settembre. Sarebbe inutile far rientrare i nostro bambini e i ragazzi in questa situazione con così tante restrizioni“.

Per quanto riguarda il futuro la prima figura della società laziale ha chiarito : “Ci sono dei dubbi da questo punto di vista – aggiunge come indicato dal comunicato stampa della societàla Federugby ci ha comunicato che la prossima potrebbe essere un’annata transitoria, forse neanche all’inizio della prossima stagione infatti potremmo riutilizzare il pallone. Mi dispiace non vedere tante gente al campo, ma ricordiamoci che noi facciamo rugby, ovvero la massima espressione del contatto fisico. Il covid-19 si trasmette proprio attraverso il contatto, così prendersi certe responsabilità in questa fase non aveva senso. Credo che fermarci sia la soluzione più giusta. La Tirreno ha ricominciato? E’ vero, ma fanno atletica, noi Rugby, è diverso. E poi ognuno guarda in casa sua. Aspettiamo ulteriori indicazioni dalla Federazione, appena avremo altre novità le comunicheremo“.

(Il Faro on line)