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Festa della Repubblica ai tempi del Coronavirus: Fondi sceglie la sobrietà

In ottemperanza alle normative in vigore per il contrasto alla diffusione del Coronavirus, la cittadinanza non potrà partecipare alla cerimonia.

Fondi – Festa della Repubblica ai tempi del Coronavirus. Impossibile non celebrarla, difficile farlo, considerato le norme sul distanziamento sociale. Per questo, il Comune di Fondi ha scelto una sorta di via di mezzo, dicendo sì alla cerimonia, ma affermando che si svolgerà con sobrietà.

Alle 10.00 del 2 Giugno, infatti, in piazza Alcide De Gasperi, alla presenza di una rappresentanza delle Autorità Civili e Militari, del Comitato locale della Croce Rossa Italiana, dell’Associazione di Protezione civile Falchi di Pronto Intervento e del Gruppo di Protezione Civile Città di Fondi, sarà eseguito l’Inno d’Italia. In ottemperanza alle normative in vigore per il contrasto alla diffusione del Coronavirus, la cittadinanza non potrà partecipare, ma che sarà trasmessa in diretta Facebook da Radio Antenna Musica.

“Martedì prossimo – afferma il vicesindaco Maschietto – ricorderemo e celebreremo la libera scelta degli italiani per la Repubblica, a poco più di un anno dalla Liberazione. Il 2 e il 3 Giugno 1946 si tenne il referendum a suffragio universale con il quale i cittadini vennero chiamati alle urne per esprimersi sulla scelta tra monarchia e Repubblica. 74 anni fa gli italiani decisero il loro futuro da popolo libero: l’Italia diventò una Repubblica e quell’atto di fondazione diede vita a un nuovo ordine politico e democratico.

La Festa della Repubblica celebra un fondamentale momento di cambiamento nella nostra storia: prima del 1946 le donne italiane erano parte della nazione, ma non soggetti liberi politicamente. Il risultato del voto del 2 Giugno cambiò radicalmente lo status delle donne. Si trattò di una rivoluzione pacifica, fatta da milioni di donne che insieme a tutti gli altri cittadini espressero il proprio voto e in seguito hanno contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo dell’Italia.

Nel 1946 bisognava rinascere dalla guerra, oggi dobbiamo risollevarci dagli effetti di una disastrosa pandemia. In quegli anni prevalse e si affermò lo spirito nazionale di condivisione, oggi dobbiamo fare appello allo spirito che è l’essenza di una nazione: la solidarietà. Se un Paese è tale, nel segno dell’unità e del comune progredire, c’è più che mai bisogno di creare opportunità economiche, culturali e sociali perché si torni a camminare tutti insieme, con lo stesso reciproco e fecondo passo che nel dopoguerra ha caratterizzato la nostra nazione.”

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