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Itticoltura a Civitavecchia, la precisazione del Comune: “Per primi abbiamo presentato ricorso”

Civitavecchia –  In una nota, diffusa nelle scorse ore dal Comune di Civitavecchia, il Pincio precisa la sua posizione in merito all’itticoltura e alla recente moria di pesci in località La Frasca. “A completamento e per amore della verità, è necessario per un corretto quadro di informazione rispetto alle notizie circolate, precisare che il Comune di Civitavecchia in merito all’impianto di itticoltura a mare ha presentato per primo il ricorso alla Presidenza della Repubblica avverso la determina regionale di autorizzazione. Successivamente, con separati ricorsi, sono pervenute le opposizioni da parte di Comune di Tarquinia e Forum Ambientalista di Roma”, si legge nel testo.

“Degli atti dei tre procedimenti, al momento separati e distinti, è stata richiesta trasposizione al Tar del Lazio e l’avvocatura del Comune di Civitavecchia ha provveduto a redigere istanza di riunione dei tre ricorsi presso lo stesso tribunale amministrativo. Si conferma quindi che l’Amministrazione si troverà a sostenere le proprie ragioni e la contrarietà all’impianto nell’udienza del 22 giugno prossimo.

Si coglie inoltre l’occasione per precisare che gli uffici hanno ricevuto una relazione preliminare di Arpa Lazio circa la recente moria di pesci in località La Frasca: la relazione riassume le attività di controllo e campionamento effettuate in data 19 maggio. Non sono invece ancora pervenuti, evidentemente per motivi tecnici di elaborazione propri all’agenzia regionale, i risultati dei prelievi effettuati durante il sopralluogo congiunto effettuato nella stessa data.

Si auspica infine, tornando al ricorso sull’impianto di itticoltura, che gli altri enti ed istituzioni coinvolti, in particolare la Regione Lazio, nell’eventuale costituzione in giudizio daranno logico seguito alle istanze pervenute dal territorio e in particolare delle posizioni assunte dagli stessi rappresentanti in consiglio regionale, dando quindi supporto, cioè intervenendo ad adiuvandum dei Comuni e dei comitati ambientalisti. Auspichiamo che la Regione in autotutela decida di riaprire la conferenza dei servizi evitando di portare avanti un lungo e dispendioso giudizio”, concludono dal Comune.

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