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Festa patronale ai tempi del Coronavirus: a Formia e Gaeta niente processione per Sant’Erasmo

Novità di quest'anno, per quanto riguarda Gaeta, sarà la messa all'aperto, che, alla presenza delle autorità cittadine, si terrà presso il molo Santa Maria.

Formia e Gaeta – Non era mai successo. Che cosa? Che né Formia né Gaeta si preparassero a celebrare il proprio patrono, Sant’Erasmo (a Gaeta anche san Marciano, Formia festeggerà il suo altro patrono il 24 giugno) senza vestirsi a festa, riempirsi di luminarie, bancarelle, senza la frenesia di scoprire di chi sarà il concerto o di scoprire in quanti andranno a vedere la processione e i fuochi a mezzanotte.

Perché il Coronavirus ha stravolto anche le tradizioni di sempre, quelle che ci fanno sentire parte di una comunità. Ha cambiato il nostro modo di viverle, ma non le fermerà. Nel rispetto delle norme sul Coronavirus, la celebrazione avverrà, diversa da come la conosciamo, ma avverrà.

Le celebrazioni

A Formia, oggi, alle 18.30, presso la chiesa di Sant’ Erasmo, si terrà la celebrazione dei Vespri e a seguire la celebrazione della Messa presieduta da Monsignor Antonio Punzo. Domani, 2 giugno, festività di Sant’Erasmo, alle 11, nella chiesa parrocchiale si svolgerà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Luigi Vari arcivescovo di Gaeta.

A Gaeta oggi 1 giugno alle 19.00 si terrà la solenne celebrazione della parola e al termine tradizionale consegna dei ceri e dei fiori parte dell’ Amministrazione. Mentre, domani, 2 giugno, giorno della festa, alle 19.00, si terrà la solenne celebrazione dell’ Eucaristia, presieduta dall’ Arcivescovo Vari.

Novità di quest’anno, per quanto riguarda Gaeta, sarà la messa all’aperto, che, alla presenza delle autorità cittadine, si terrà presso il molo Santa Maria. Sul palco vi saranno i busti dei due Santi patroni, mentre, nel piazzale, saranno  collocate le sedie.

La preghiera come conforto e via della speranza

Infine, se è vero che mancherà la frenesia dei soliti anni, se mancherà in qualche modo l’energia che i riti civili infondono, accompagnando i riti religiosi, quest’anno, la vera forza proverrà proprio dalla preghiera: lontano dai ritmi forsennati di sempre, lontani da una quotidianità che ci è stata strappata via, nel bene o nel male, forse riusciremo a trovare un po’ di conforto e una rinnovata speranza nella solenne semplicità di queste celebrazioni.

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