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Civitavecchia 2000: “Non smetteremo di lottare per la nostra città”

Il presidente Scotto: "Ci siamo mossi con le nostre sole forze a tutela dei più deboli senza chiedere mai nulla in cambio a nessun potere forte"

Civitavecchia – “Senza più paura. Civitavecchia è la nostra realtà. Civitavecchia è stato sempre il punto di arrivo per ogni evento, battaglia o conquista che abbiamo portato avanti e di cui ci siamo fatti sempre scudo. Diversi anni fa abbiamo costituito un’associazione per far conoscere ai cittadini la voglia che avevamo di cambiare le cose in maniera sempre trasparente ed in linea con le necessità di tutti”. Inizia così una nota diffusa da Alessandro Scotto, presidente dell’associazione Civitavecchia 2000.

“Lavorare per la comunità – continua Scotto – vuol dire quasi sempre anteporre i bisogni principali dei cittadini alle proprie esigenze strutturali. Questo però non si verifica quando alla mission interna ben delineata di uno statuto associativo corrisponde unicamente il voler aiutare chi è realmente in difficoltà. E questi siamo noi. Che si trattasse di agevolare la spinta all’espansione del porto della nostra città o l’acquisizione di nuove norme per regolamentare il lavoro autonomo così come quello precario o più semplicemente portare buste piene di spesa a chi la spesa non poteva fare, Civitavecchia 2000 è sempre stata in prima linea, e non in primo piano sotto qualche effimero riflettore. Le nostre battaglie sono sempre rientrate nell’ottica, almeno per noi, della ‘giusta causa’, pur contravvenendo alle aspettative di una politica contorta e a volte manipolatrice”.

“In ricordo di un giorno glorioso ci siamo battuti e abbiamo fatto sentire la nostra voce quando si è trattato di richiedere che venisse eretta una statua dedicata al nostro Papa Santo, Giovanni Paolo II. Abbiamo creato convegni per i giovani sul loro futuro così precario. Abbiamo portato avanti l’idea che un mondo che metta in secondo piano la donna è un mondo tutto da rifare. Ci siamo mossi con le nostre sole forze a tutela dei più deboli senza chiedere mai nulla in cambio a nessun potere forte. Ci abbiamo messo la faccia andando sempre avanti. In questi tempi di incertezza sul futuro ora più che mai sentiamo di dover fare qualcosa per la nostra città senza false propagande e senza promesse impossibili. E proprio ora invece, hanno deciso di farci smettere, smettere di camminare su quel filo già così sottile che va sotto il nome di ‘volontariato continuo'”.

Non riusciranno però ad abbassare il tono della nostra voce. Non riusciranno a manomettere i nostri entusiasmi. E soprattutto non riusciranno a distogliere lo sguardo di Civitavecchia da quella realtà di profonda collaborazione comunitaria e di forte speranza che ci ha sempre distinto. Noi siamo la nostra città. Noi siamo Civitavecchia. E non smetteremo di lottare”, conclude Scotto.
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