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Lazio, Pernarella (M5S): “Pescaturismo e ittiturismo sono una grande opportunità”

Con pescaturismo e ittiturismo la Regione si apre a una riconversione, raggiungendo una nuova frontiera e una nuova possibilità d'investimenti

Regione Lazio – “Finalmente il Lazio ha inserito nel Piano Triennale per il Turismo approvato dal Consiglio regionale le attività di pescaturismo e ittiturismo“. Lo dichiara Gaia Pernarella, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e vice presidente della Commissione Turismo, prima firmataria dell’emendamento che, dopo anni di richiesta, adegua la normativa regionale a quella nazionale.

“E’ un passo in avanti importante per un settore,quello della pesca laziale, che negli ultimi anni ha sofferto enormemente di una crisi generalizzata dovuta agli alti costi di gestione e manutenzione delle imbarcazioni, una normativa europea che ha favorito le flottiglie oceaniche e un consistente cambio generazionale degli armatori e degli equipaggi imbarcati.

Con questo emendamento che adegua la normativa regionale a quella nazionale –prosegue la consigliera 5 Stelle -, la marina laziale compie un primo passo verso una riconversione che ovviamente non riguarderà tutti gli equipaggi ma che in una regione come la nostra, ricca di coste e centri storici tipicamente marinari, potrà offrire un’alternativa alla pesca senza perdere le proprie radici.

Oggi – aggiunge Pernarella -, i turisti che visitano i nostri centri marinari non chiedono più soltanto l’ombrellone e la sdraio ma di vivere esperienze che quasi li formano: il pescaturismo e l’ittiturismo vanno proprio in questa direzione. Se dunque con la pescaturismo consentiamo agli armatori di portare a bordo della propria imbarcazione da pesca i turisti per mostrare loro l’attività di pesca professionale e tradizionale contemporaneamente allo svolgimento di escursioni lungo la costa, con l’attività complementare dell’ittiturismo, i pescatori possono offrire ai loro visitatori ospitalità in case e ristorazione a base di pescato locale.

Una nuova frontiera – conclude la consigliera terracinese che proprio ascoltando la marineria della propria città e di quelle vicine ha sentito l’esigenza di intervenire sul Piano regionale -e una nuova possibilità di investimenti non solo per gli operatori che diventano promotori di cultura marinara e mediterranea ma per tutto il territorio”.
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