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Covid-19 e sicurezza in mare: le sfide della Guardia Costiera per l’estate 2020

L'ammiraglio Vincenzo Leone: "Ora più che mai è necessario modificare il nostro concetto di mare e spiaggia"

Riuscire a coniugare la missione della salvaguardia della vita in mare e della tutela dell’ambiente marino con quelle che sono le regole dettate dalle Istituzioni per fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Ecco la sfida principale che attende il personale delle Capitanerie di Porto per l’estate 2020.

Perché quella che ci apprestiamo a vivere sarà davvero un’estate diversa in ogni sfaccettatura. Cambierà il modo di divertirsi, i giochi, forse anche il segno dell’abbronzatura sarà diverso e a forma di mascherina. Ma accanto a tanti dubbi c’è una certezza: durante tutte le ore che trascorreremo sulla sabbia saranno presenti gli uomini e le donne della Guardia Costiera con l’operazione “Mare Sicuro 2020”.

Giunta oramai alla sua 29ma edizione, l’operazione “Mare Sicuro” è la perfetta espressione della vocazione di poter garantire la sicurezza della navigazione e la salvaguardia di bagnanti, diportisti e subacquei. Lo scorso anno furono impiegati oltre 300 mezzi navali e 15 mezzi aerei lungo gli oltre 8mila chilometri di coste del Paese (compresi Lago di Garda Lago Maggiore) per vigilare sul regolare svolgimento delle attività ricreative e commerciali e per tutelare l’ecosistema marino.

mare

L’ammiraglio Vincenzo Leone

Ma quest’anno, con l’emergenza coronavirus non ancora superata, come si svolgerà l’operazione “Mare Sicuro”? Le direttive non sono state ancora inviate, come fa sapere a ilfaroonline.it il Comandate della Direzione Marittima del Lazio, l’ammiraglio Vincenzo Leone, raggiunto telefonicamente: “Al momento non ci è stata fornita quella che noi chiamiamo la ‘direttiva madre’ e possiamo solo immaginare come sarà. Di certo non sarà nulla di diverso dall’anno scorso”.

La sfida sarà riuscire a “coniugare l’utilizzo di spiagge e arenili nel rispetto dell’ambiente e della legalità, assieme agli elementi di sicurezza sanitaria. Anche noi vigileremo sul distanziamento degli ombrelloni e verificheremo che le operazioni di sanificazione si svolgano in maniera rispettosa. Ma tutto questo impone a ogni singolo cittadino una riflessione su come andare al mare“.

“Ad oggi – continua l’ammiraglio – quando andiamo al bar o al ristorante ci sediamo in maniera diversa e facciamo attenzione a cose che fino a pochi mesi fa non tenevamo in considerazione. Questa stessa attenzione deve essere riservata anche a quella meraviglia che bagna l’Italia da nord a sud. Su questo c’è stato un grande impegno da parte della Regione Lazio, che ha stanziato 6 milioni ai Comuni del litorale (leggi qui), ma anche da parte delle Amministrazioni comunale che in queste settimane hanno dato vita a soluzioni creative per gestire l’emergenza”.

Spiagge libere: un bene da tutelare sempre

Il vero problema, fa notare Leone, “è il modo in cui si percepisce la spiaggia libera. Questa non è una critica a nessuno ma un dato di fatto: l’attenzione al mare in Italia è a corrente alternata, anzi a stagione alternata. Ci sono mesi dell’anno in cui il mare è una cosa lontana. Il che è un paradosso perché non c’è nessun posto nella nostra Penisola dove il mare è lontano, rispetto ad altre aree continentali. Eppure rimane lontanissimo dalla considerazione dell’italiano medio”.

C’è poi un momento stagionale in cui il mare è centrale: tutti si riversano sulle spiagge perché sanno che c’è qualcuno che se ne occupa e che ne garantisce la fruizione – prosegue l’ammiraglio -. Abbiamo l’abitudine di pensare la spiaggia come una cosa pronta all’uso sempre uguale. Poi ci si trova a vivere una situazione come quella dettata dall’emergenza Covid-19 e le cose cambiano”.

“Nel Lazio le spiagge libere sono sempre state gestite più o meno bene ma molto spesso con disattenzione su alcuni aspetti – prosegue il comandante -. Quest’estate, invece, saranno curate quasi come quelle date in concessione. Ma se ci fosse stata un’abitudine a un maggiore interesse (e sul litorale laziale questa cura non è presente ovunque) forse affronteremo questi mesi in maniera diversa. Questo dobbiamo modificare nel nostro modo di pensare: il litorale è qualcosa di vivo in qualunque periodo dell’anno. Il mare e la spiaggia non vanno mai in vacanza“.

Pronti ad accogliere tutti ma serve rispetto

La vera “criticità” per la costa laziale, che come ricorda l’ammiraglio Leone “ha un’offerta marittima straordinariamente varia e bella (basti pensare alla zona sud e alle isole pontine), sta non solo nell’erosione o nell’inquinamento antropico che troviamo alla foce del Tevere o a ridosso delle foci di altri fiumi torrenti e fossi”.

“Quando parliamo di ‘Mare Sicuro’ dobbiamo tener conto delle tante sfaccettature del litorale ma soprattutto delle persone che ci vivono o vengono in vacanza. A me piace definirla una ‘criticità felice’ perché non è una vera e propria criticità ma un impegno che tutti, dalle Istituzioni ai residenti fino ai turisti, devono assumersi“, continua Leone.

Che spiega: “Serve un vero e proprio sistema di tutela e per questo sono contento della scelta della Regione di individuare una cabina di regia per monitorare il litorale. Forse ci sfugge che nel Lazio ci sono 378 comuni, di cui 24 affacciati sulla costa. Tutti gli anni, molti degli abitanti di 354 città (tra cui Roma) si riversano sui 300 e rotti chilometri di litorale”.

Il vero punto, oggi più che mai visto l’alto rischio di contagio del nuovo coronavirus, è proprio la pressione antropica stagionale. Ripeto: dobbiamo ripensare il mare e l’approccio di ciascuno di noi a questa meraviglia che va sempre rispettata. Noi staremo molto attenti a dove finiranno mascherine e guanti di plastica – sottolinea il comandante della Capitaneria di Porto di Civitavecchia -. Non solo: continueremo nell’accompagnamento al plastic-free. Prima del Covid-19 tutti si stavano attrezzando per eliminare la plastica. Ora l’emergenza sanitaria sta facendo riemergere la necessità del monouso e, purtroppo, il monouso significa plastica”.

Tre ruoli per la Guardia Costiera

La tutela dell’ambiente e dell’ecosistema marino è da sempre tra i principali ruoli degli uomini e delle donne della Guardia Costiera. Ma quest’estate non si limiteranno solo a questo: “Per i mesi estivi – spiega l’ammiraglio Leone – noi saremo declinati in tre ‘fasi’: la prima è quella classica, ovvero in mare e lungo le spiagge per far svolgere la navigazione, il diporto e la balneazione in piena sicurezza, garantendo ovviamente anche il soccorso in mare“.

Poi ci sarà la Guardia Costiera lungo i litorali, in ausilio alle varie Amministrazioni comunali per tutte le iniziative tese al monitoraggio degli arenili. Infine ci sarà la Guardia costiera ‘a terra’ che rispetto agli altri anni avrà compiti leggermente diversi. Per quello che possiamo fare, cercheremo, nei limiti del personale, di aiutare le altre forze dell’ordine nella gestione straordinaria per l’accesso ai litorali con le nostre pattuglie a terra che seguiranno le disposizioni date dalle varie Questure e Prefetture. Noi siamo pronti e daremo il massimo”.

(Il Faro online)