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Lettere al direttore

Alessio Berardo: lettera aperta alla Procura della Repubblica Italiana

"Per una querela, da 23 giorni sequestrati pc e cellulare. Non posso neanche chiamare mia figlia, né tanto meno lavorare"

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Non sono un uomo esperto di legge, ma in questi giorni, per difendere la mia persona, ho analizzato insieme ai miei legali la situazione che mi sta capitando. Loro mi dicono che, a volte, le procedure che si attivano anche per una semplice querela sono molto complesse.

Dai documenti presi in considerazione si parla di perquisire le pertinenze abituali e il ritiro delle fonti di comunicazione. Comprendo ogni necessità cautelare, ma ritengo anche che debba esserci sempre una mitigazione nelle procedure che tenga conto delle necessità di ogni individuo, in special modo prima ancora che venga giudicato.

Nel mio caso, parliamo di quella che viene definita diffamazione a mezzo stampa mediante l’utilizzo dei social network. Spesso tutte le espressioni che scriviamo in un post ritrovano la loro fonte nella libertà di espressione, nel diritto di cronaca, nel diritto all’informazione, e più in generale, nella libertà di manifestare il proprio pensiero. E così è stato anche per me. Nulla di più. Ma sarà un Giudice a stabilirlo.

Sono un uomo che ama la politica e dedico molto tempo per cercare di migliorare la società in cui vivo, facendomi parte attiva di tanti progetti sociali a vantaggio della comunità di Fiumicino.

Tutte attività che, come ognuno di noi, porto avanti prevalentemente tramite il PC e il cellulare; strumenti che utilizzo per intrattenere i rapporti con tutti, dove ho registrati tutti i miei contatti, mail archiviate, progetti in corso, accordi, e altro ovviamente. Come ognuno di noi.

Io vivo del mio lavoro fatto anche dei miei mezzi di comunicazione che utilizzo per poter pubblicizzare le mie aziende e dove ho tutta la documentazione per poter gestire le stesse. Ma soprattutto vivo e lavoro per mantenere la mia famiglia da cui purtroppo sto lontano e che ho bisogno di sentire costantemente, ho bisogno delle videochiamate con mia figlia.

Vi chiedo quindi di poter riavere quanto prima i miei dispositivi (il mio PC e il mio cellulare). Vi chiedo di poter riavere la mia Libertà.

Anche io sono stato vittima di diffamazione sui social. Anche io ho querelato. Ma le sorti sono state differenti.

Ad oggi, sono passati 23 giorni dall’accaduto. Mi era stato detto che per controllare i miei dispositivi ci sarebbero volute 5 ore di lavoro e faccio difficoltà a capire le motivazioni di tutta questa situazione, che sta diventando veramente complicata da gestire. Come lo sarebbe per ognuno di noi.

Vi ringrazio se ascolterete il mio grido di aiuto da cittadino, da imprenditore, ma soprattutto da padre.

Firmato: Alessio Berardo

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