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Grando: “L’acqua di Ladispoli è potabile, il resto sono solo chiacchiere”

"Non farà finta di niente di fronte a falsità che diffamano il sottoscritto e gettano discredito sul mio operato e su quello dei tecnici comunali"

Ladispoli – A Ladispoli si torna a parlare di potabilità dell’acqua, e non senza qualche polemica. “In queste ore – spiega il sindaco Alessandro Grando – alcuni esponenti dell’opposizione stanno nuovamente strumentalizzando il tema della potabilità dell’acqua, come di consueto senza conoscere i fatti e senza aver chiesto informazioni al sottoscritto o agli uffici competenti”.

Accusare me e la mia amministrazione di non tutelare la salute dei cittadini – chiarisce Grando – è a dir poco ridicolo. È ormai risaputo che i tecnici della Flavia Servizi effettuano con regolarità tutte le analisi atte a verificare la conformità dell’acqua ai parametri di legge. Nell’ultimo caso, in cui ci è stato segnalato un superamento del valore dei coliformi in una fontanella di piazza delle Sirene, abbiamo immediatamente contattato la Asl e abbiamo fatto presente che dalle nostre analisi tutto risultava essere nella norma. I test che vengono effettuati giornalmente sulle fontanelle della nostra città per misurare il valore del cloro residuo non hanno in nessun modo evidenziato sforamenti, pertanto abbiamo replicato alla Asl che il superamento in piazza delle Sirene era probabilmente attribuibile ad una contaminazione localizzata al punto di prelievo, per scarso o improprio utilizzo dello stesso, e che quindi non era necessario emettere un’ordinanza di non potabilità”.

“Per quanto riguarda le dichiarazioni pubblicate da alcuni consiglieri comunali, secondo le quali il sottoscritto avrebbe autorizzato l’immissione nella rete idrica di acqua proveniente dal nuovo pozzo Statua, non conforme ai parametri di legge, preannuncio che ho dato mandato al mio legale di procedere con una denuncia querela nei confronti chi si è lasciato andare a certe affermazioni con così tanta superficialità. Non intendo assolutamente soprassedere di fronte a tali falsità, che diffamano il sottoscritto e gettano discredito sul mio operato e su quello dei tecnici comunali. Chi ha rilasciato certe dichiarazioni oltre a dimostrare di non conoscere il funzionamento del nostro acquedotto, si è rivelato essere profondamente ignorante in materia di trattamento delle acque potabili. Infatti, con l’ordinanza sindacale n.123 del 9 agosto 2019, il sottoscritto ha autorizzato la Flavia Servizi ad introdurre nella rete idrica l’acqua proveniente dal nuovo pozzo, ‘con la prescrizione di adottare tutte le precauzioni, misure, regolazioni, trattamenti di clorazione, e quanto altro utile e necessario per distribuire agli utenti acqua conforme agli standard di qualità fissati dalla legge’. Ed infatti l’acqua proveniente dal nuovo pozzo Statua, prima di essere immensa nella rete idrica, è stata e viene tuttora appositamente ‘trattata’ per abbattere la carica batterica che normalmente si trova in tutte le acque provenienti dalle sorgenti sotterranee”.

“Mi preme poi evidenziare – continua il Sindaco – che nel periodo in cui è stata emanata l’ordinanza n.123 era già in vigore un’ordinanza di non potabilità a causa del valore dei cloruri in eccesso riscontrarti nel vecchio pozzo Statua. Tale ordinanza di non potabilità, che all’epoca poteva essere revocata in base alle analisi effettuate dalla Asl e dal nostro laboratorio accreditato, è stata invece mantenuta a scopo precauzionale, in attesa di capire se il valore dei cloruri sarebbe cresciuto col passare dei giorni, cosa che poi purtroppo sì è verificata. Questo fa capire con quanta scrupolosità il tema sia stato affrontato dal sottoscritto, dal Consigliere comunale delegato al servizio idrico Filippo Moretti e dagli uffici comunali. Per dovere di cronaca ricordo che il valore dei cloruri oltre il limite consentito ha cominciato a palesarsi quando il sottoscritto non era ancora sindaco, ma il mio predecessore non ha mai provveduto ad emanare nessuna ordinanza di non potabilità. Chi oggi protesta per presunte omissioni, che non ci sono mai state, in quel periodo faceva parte della maggioranza che governava la città. Perché nessuno di loro ha gridato allo scandalo? La salute dei cittadini per certi personaggi deve essere tutelata solo quando fa comodo politicamente?“.

Io e la mia amministrazione ragioniamo in maniera diversa. Per noi la salute dei cittadini viene prima di tutto, sempre. Per noi la potabilità dell’acqua è sempre stata una questione centrale e lo abbiamo dimostrato con i fatti. Ricordo che la prima opera pubblica realizzata dalla mia amministrazione, ad un solo mese di distanza dall’insediamento, è stato un impianto per abbattere il livello di arsenico, che ci ha consentito di risolvere il problema della carenza di acqua nei mesi estivi. Ricordo inoltre che la prima fonte di approvvigionamento idrico mai realizzata dal Comune di Ladispoli è stata sempre un’opera della mia amministrazione e si tratta proprio del nuovo pozzo in località Statua. In conclusione, per rassicurare i cittadini che sono stati inutilmente allarmati dai soliti sciacalli della politica, comunico che l’acqua distribuita dall’acquedotto comunale è assolutamente potabile. Permane l’ordinanza di non potabilità sulla rete idrica servita direttamente dal pozzo Statua a causa del valore in eccesso dei cloruri (sale), che non è ancora rientrato nei parametri di legge. Ai cittadini residenti in queste zone comunico che i nostri tecnici, insieme al consigliere Filippo Moretti (biologo), stanno continuando a lavorare per trovare una soluzione. Noi i problemi cerchiamo di risolverli con chi ha le competenze per farlo. Le chiacchiere da bar le lasciamo agli altri“, conclude Grando.


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